Il clima preelettorale a Pescasseroli è stranamente calmo, anche se la tensione è palpabile tra la popolazione. Sono tre le liste in campo: una di centro destra con candidato sindaco Nunzio Finamore (con elementi di Forza Italia, Alleanza nazionale, Udc e destra), una della Margherita, con candidato alla carica di primo cittadino il sindaco uscente Carmelo Giura e l'altra riconducibile alla Sinistra Arcobaleno con candidato sindaco Silvano Di Pirro.
Anche se lontani ideologicamente, la lista di centro destra e quella della sinistra arcobaleno scendono in campo con un obiettivo comune: far ridiscendere dal palazzo municipale Carmelo Giura. La competizione si prospetta quanto mai incerta, anche se la sinistra arcobaleno "pizzica" voti da quella di Giura e questo sicuramente influirà sullo spoglio finale. Conti alla mano, anche se è sempre difficile in un piccolo comune qual'è Pescasseroli pronunciarsi con certezza, dovrebbe spuntarla Nunzio Finamore, anche se lo scarto con Carmelo Giura non dovrebbe superare le 70 preferenze. La Sinistra arcobaleno, seppure con pochi voti, dovrebbe comunque riuscire a garantirsi un consigliere di opposizione. La campagna è aperta, dunque, con gli immancabili capannelli di persone in piazza, ognuno a tifare per il proprio schieramento e a cercare di convincere gli altri sulla bontà della propria scelta. Gli anziani sono sempre i più vivaci, attenti e interessati, mentre i giovanissimi, appena diciottenni, hanno già deciso in base alla simpatia. Un dato tuttavia accomuna tutte le liste, non hanno ancora presentato il programma alla cittadinanza.
Veltroni decide di correre da solo anche al Senato. Niente accordi tecnici quindi che consentirebbero al Pd di avere più tranquillità nell'affrontare la tornata elettorale. Forse qualcosa sta cambiando davvero nel centrosinistra, ma non a sinistra. Giordano e Diliberto, quando urlano alla necessità di coalizione, pur di evitare la salita al Palazzo di Silvio Berlusconi (attenzione, la persona e non Forza Italia), dimenticano che dietro a Silvio Berlusconi premier ci sono i voti di quasi la metà degli italiani.
Questo comportamento della sinistra radicale è profondamente antidemocratico, in quanto lede il diritto dell'elettorato di centrodestra che proprio in Berlusconi, evidentemente, vede il proprio leader. Basta con la politica fatta per combattere i singoli e le persone, questa è la strategia di Veltroni, anche se dietro potrebbe esserci una manovra tesa a ridimensionare le aspettative della sinistra la quale, in parallelo, dietro all'antiberlusconismo, potrebbe celare la speranza (una richiesta di aiuto) al fine di essere riconsiderata "alleata" del Pd. Se Veltroni riuscirà a mantenere nervi saldi e coerenza nelle decisioni, si aprirà un nuovo scenario politico in Italia, più confacente agli stessi banchi del parlamento europeo, dove acerrimi nemici del Belpaese finivano per sedere fianco al fianco sui banchi dei popolari europei. Male il centrodestra, invece, che dietro l'esigenza di andare alla tornata con massimo quattro partiti, vorrebbe creare, dopo la Cosa bianca e quella rossa, la "Cosa strana", dove inglobare tutti i centristi che difficilmente raggiungono il 2 o 3%. Insomma, la vera novità potrebbe essere proprio il Partito Democratico che, stando alle voci da bar, sarebbe in grado di rosicchiare qualche voto al centrodestra. Ma solo se deciderà di correre da solo a Camera e Senato.
I 26 milioni del Docup Alto Sangro, misura trasporti, potrebbero finire altrove per la solita politica campanilistica di alcuni. Ecco che gli avvoltoi dell'ultim'ora si fiondano a capofitto nel bussolotto contenente i fondi del Docup, proponendo progetti quasi al limite della fattibilità, o meglio, come dire facciamo una fontana d'acqua in pieno deserto. Partendo dal presupposto che si tratta di finanziamenti a obbligatoria compartecipazione pubblica e privata, ecco alcune idee proposte. Si parte da uno dei più piccoli paesi del Parco d'Abruzzo: costruire un ascensore 'trasversale', che dalla zona bassa delle casette antisismiche porti poi al paese vecchio.
Possibili utenti anno: massimo 5.000 (circa 13 al giorno); costo dell'opera 280mila euro (153,42 euro al giorno, per cinque anni); costo del biglietto a utente, in previsione dei 13 previsti giornalmente, euro 11,80. Progetto quanto mai improponibile sotto l'aspetto della fruibilità in relazione ai costi di investimento, senza tenere conto della maggiorazione derivata da quelli di ammortamento, energia e manutenzioni. Altri progetti potrebbero essere finalizzati a portare maggiori flussi di sciatori verso uno, o l'altro, degli impianti sciistici di Roccaraso. Basti pensarte che da Castel di Sangro partirebbe una seggiovia a cabine per portare gli sciatori sul comprensorio delle Cinquemiglia (Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo). Poi ci sono coloro che usufruirebbero dei finanziamenti per ammodernare i già esistenti collegamenti a fune dei rispettivi impianti di risalita (ebbene si, rientrano nella misura trasporti tra quelli a fune). Tutto questo finirebbe per rimpinguare le casse di pochi, senza dare un fattivo contributo al trasporto intermodale di cui tanto si parla. Non ultimo esce fuori il Parco d'Abruzzo che piangendo afferma: "sigh... ci hanno estromesso dalla concertazione sui Docup". E si che l'Ente Pnalm aveva un progetto davvero innovativo, che sarebbe stato "vitale" portare avanti: costruire il famnoso casello sull'autostrada A25 (E80) in località Carrito, in maniera da far attraversare ai turisti i borghi di Ortona dei Marsi, Bisegna e San Sebastiano. Senza contare che esiste già un casello autostradale (Pescina), a soli 11 chilometri di distanza, che consente di raggiungere il Parco per la statale 83 Marsicana. L'idea del Pnalm è talmente innovativa che Franco Tassi la propose vent'anni fa. Tassi è stato defenestrato, ma evidentemente non esiste una classe politica tale da produrre progetti propri e così si adottano le idee degli altri. Di questo ultimo progetto il naturale fruitore economico sarebbe Autostrada dei Parchi, con i pedaggi al casello. Insomma, tutti gli avvoltoi della situazione (imprenditori, enti pubblici economici e non) sono pronti a posare il becco sul pezzo di carogna; si, perchè il Docup, dopo oltre 6 anni dal suo avvio, puzza come un cadavere. Ma evidentemente l'olezzo del denaro, seppure putrefatto, è troppo forte per tutti. E tutti, come gli avvoltoi, vogliono la loro parte per poi ripartire, dopo il lauto pasto, alla volta di altri finanziamenti da spolpare.
La nuova proposta di intervento della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemilia, sul Docup (annualità 2000-2006 di circa 25-30 milioni di euro), sta provocando da diversi giorni sulla stampa molti interventi. Un botta e risposta (pro e contro) di vari personaggi e forse politiche locali, con il risultato di un’ubriacatura generale dell’opinione pubblica. Il cittadino comune ha difficoltà a capire una realtà mostrata a pezzi. Sembra di assistere a una lite di tanti galli in un pollaio, dove ognuno rivendica il ruolo di protagonista nella scelta di come, dove e quanto, devono essere destinate le risorse. Oggi sembra strano una baruffa del genere, ripensando che nel 2004 quanto il Docup fu stralciato, non si alzò nessuna voce per difendere il finanziamento. I politici sicuramente come sempre troveranno le vecchie scuse retoriche (io non c’ero, io non rivestivo quella carica, io non ero stato eletto ecc.), ma credo che non bastino. L’unico progetto unitario, che sembrava star bene a tutti, raggiunto dai comuni con molta difficoltà nel 2007, è stato bocciato dall’assessore regionale Tommaso Ginoble, perché secondo lui non rientravano nella finalità del finanziamento. Venivano a mancare le prerogative di un sistema di mobilità pubblica (fune, gomma e ferro), che collegava la realtà di tre comprensori Alto Sangro, Altopiano delle Cinquemilia e Valle del Sagittario, inoltre, perché mancavano anche gli investimenti dei privati. La sensazione che molti hanno (insieme a Rifondazione comunista di Pescasseroli) è che alcuni stiano cercando di spostare i finanziamenti in altri lidi e la zona paghi la mancata elezione di qualcuno in cariche di partito. Se questa è la realtà, possiamo anche non condividere il fatto che l’intervento sposti la maggior parte delle risorse sull’Altopiano delle Cinquemilia, ma sicuramente il progetto proposto, pone definitivamente la Regione di fronte ad una scelta. Dovrà finalmente dare una risposta chiara, alle istanze avanzate da questa parte del territorio interno, dimenticato da sempre dalla politica regionale. Le scelte fatte dalle municipalità, possono sembrare dettate dal campanile ( lo erano anche quelle del progetto unitario e nessuno ha sollevato obiezioni), in teoria, dovrebbero essere quelle, che dovrebbero soddisfare i bisogni dei comuni. E’ comprensibile che questi, non delegano pianificazioni di loro competenza ad altri (Provincia e Enti Parco), e puntano su progetti (sbagliati che siano) che loro ritengono prioritari, se vogliono dare delle risposte immediate ai cittadini. Possono anche non piacere gli impianti di risalita, ma sono parte integrante dell’intero sistema del comprensorio della comunità montana, vitali per alcuni paesi. Un forte contrasto, una realtà che non si può far finta di ignorare, con cui bisogna chiaramente confrontarsi. Se si vuole invertire un cosiddetto sviluppo distorto, bisogna abbandonare un attimo la filosofia. Gli Enti preposti (Provincia e Enti Parco) devono cercare loro le risorse per progetti alternativi e subito cantierabili, nella logica di una politica ambientale attiva, altrimenti diventa difficile poi imporre scelte in un banchetto già predisposto. Bloccare oggi finanziamenti e investimenti su un territorio fortemente in crisi, sarebbe una scelta che la gente non capirebbe. Non si vuole difendere il nuovo intervento previsto dalla comunità montana, basti solo pensare che il comune di Pescasseroli, si è completamente dimenticata della loc. 'Macchiarvana' con i suoi anelli di sci di fondo, al servizio dell’intero comprensorio. Piccoli interventi porterebbero alla sua definitiva sistemazione, rendendola una delle più belle e simpatiche stazioni dell’Appennino. Ricordate cosa dissero i governanti, quanto alcuni ignoti bruciarono i prefabbricati della scuola di sci in questa località: "Li ricostruiremo più belli e forti che prima"; parole al vento! Inoltre lo studio di un altro piccolo intervento, senza un grosso impatto ambientale, avrebbe potuto collegare quest’area, con il polo in fase di realizzazione della "Casteluccia" nel versante laziale, un collegamento interregionale, che avrebbe portato un 30% di aumento del finanziamento da parte della Comunità Europea, non si spaventino gli ambientalisti, purtroppo è la realtà. Non si vuole neanche condividere la scelta e i modi dell’intervento, ma i tempi per una discussione e riflessione, forse non ci sono più, il calendario prevede una serie di tappe forzate, utopistiche e fa nascere spontanea la domanda: "Scusate ma anche in questo caso, la colpa di chi è?".
I sogni della super Gisp, mutui milionari per gli impianti sciistici, piani regolatori e futuri lavori pubblici, con la caduta del Governo, agitano i sogni dei componenti del neo costituito Partito Democratico. Facce tese, e tutt'altro che predisposte al sorriso, quelle degli elettori del centro sinistra, mentre quelli del centro destra, come appare naturale, esultano, poi non si sa per cosa visto che tutti siamo in una barca che via via affonda, e sembra non esistere un comandante (premier) in grado di tenerla a galla, o coalizione che possa supportare scelte difficili e impopolari, come quelle di tentare accontentare le istanze di tutti. Certo che a Pescasseroli, come in altri comuni, le scelte e gli azzardi fatti sotto il governo Prodi peseranno non poco. Senza gli appoggi politici, tranne riconferma di una coalizione di centro sinistra, sarà difficile mantenere promesse fatte in un periodo politico 'favorevole'. E' il caso del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Un Presidente, Giuseppe Rossi, caldeggiato fino alla fine dal popolo della sinistra più radicale. Un nuovo direttore, in arrivo nei prossimi giorni, il cui mandato è stato protocollato dal Ministero dell'Ambiente il giorno prima della crisi di governo. Speriamo che per le collettività locali si possa dare continuità programmatica con un nuovo governo in linea con le scelte del precedente, altrimenti, come presagibile, sarà blocco totale dell'Ente Pnalm, o meglio, sarà ora di commissariare nuovamente. Ma lo scenario politico ed economico su scala nazionale è lo stesso. Imprenditori che si lamentano, dipendenti privati e pubblici che fanno altrettanto, pensionati che ormai mangiano alle mense dei poveri assieme agli sfortunati immigrati che, accolti in un paese incivile, sono poi lasciati allo sbando più totale. Allora, una riflessione è d'obbligo. Se nessuno è contento, e i politici cercano una riforma della legge elettorale che gli consenta una seduta più stabile sulla poltrona di Camera o Senato, si deve cambiare sistema di elezione o gli eleggendi? E' possibile che i parlamentari, tranne qualcuno che per spirito politicantista afferma di aver colto il segnale della crisi, non riescano a capire che ormai sono distanti anni luce dai problemi del Popolo italiano? Certo, per loro è difficile comprendere che a fine mese si può arrivare a mangiare 'pane e aria', in quanto lo stipendio è ben lontano da fargli presagire tali rischi, tutt'altro che extraterreni. Allora, o alle prossime elezioni il Popolo decide di non andare a votare (quorum sotto al 51%), con conseguente invalidazione della tornata, oppure si da' corso a manifestazioni popolari pacifiche che possano radunare i milioni di persone scontente. Strano che a nessun politico interessino le attestazioni Istat o Eurispes, che con i loro dati denunciano una grave situazione economica nel nostro Paese. Oppure, il politicante di turno (centro destra, centro sinistra, destra e sinistra e ambientalisti) li sfrutta per denunciare l'incapacità dell'attuale Governo, senza coglierne il significato grave e inequivocabile che segnala la grave recessione in atto. Bhè il governo Prodi è stato quello che è stato, così come quello Berlusconi. La senzazione, che pervade gli animi degli italiani, è che ormai nulla possa essere modificato, se non cambieranno i politici che hanno sempre parlato di seconda Repubblica, ma poi i primi ad essere restii a lasciare le consegne ai più giovani, sono stati proprio loro. Coloro i quali avevano promesso che non ci sarebbe più stata nessuna tangentopoli, invece si parla di attuale connivenza tra politica e imprenditoria, e gli atti delle magistrature parlano chiaro, semplicemente trasformata e ottimizzata con modi di fare più scientifici. Cosa cambierà con un nuovo governo? Nulla, almeno per i primi 2-3 anni, periodo fisiologico per riprendere in mano le redini dell'azienda Italia, o meglio dell'italietta peggiore dal '90 ad oggi.
Si apprende dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha firmato, nei giorni scorsi, il Decreto di nomina del Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. E' stato nominato Vittorio Ducoli, uno dei tre candidati indicati dal Consiglio Direttivo dell'Ente con deliberazione del 19 dicembre scorso. Il Decreto verrà notificato al Parco nei prossimi giorni, affinché l'Ente possa definire il percorso previsto dalla legge quadro sulle aree protette, stipulando "un apposito contratto di diritto privato per un durata non superiore a cinque anni".
Vittorio Ducoli, nato nel '59 a Breno, nell'alta Valle Canonica (BS) è Dottore forestale in ingegneria naturalistica e attualmente è al vertice del territorio protetto dell'Adamello. Già in passato capo di questa riserva, ha anche diretto per otto anni fino al 2004 il Parco Nazioanle delle Foreste Casentinesi, nell'Appennino Tosco-Romagnolo, il più forestato d'Italia e con meno di 2.000 abitanti al suo interno. Un parco partito bene a detta di tutti, perché è riuscito a superare le rivalità e i campanilismi tra regioni, province e comuni. Ducoli ha sempre osteggiato l'abbattimento selettivo dei cervi, con una prevenzione dei danni (recinti elettrificati). Crede che i parchi debbano superare la forma di Ente pubblico non economico, e li considera come luogo della massimizzazione delle contraddizioni e dei conflitti, perché mettono in discussione l'antropocentrismo assoluto e quindi la centralità dell'uomo. Vuole evitare che le singole esperienze spazino dal modello "Fortino assediato" a quello di "Azienda di Promozione Turistica Interregionale". Faccia da bravo ragazzo, è impegnato in progetti di solidarietà, potrebbe avere avuto, per l'assegnazione dell'incarico, l'appoggio degli ex democratici di sinistra e di Enzo Valvonesi ex presidente Federparchi, con cui ha condiviso la dirigenza del Casentino. Non è escluso che anche esponenti romani del Wwf possano averlo supportato, tra i quali Fulco Pratesi.
Lo scontro sui rifiuti in Campania, dove tutti protestano, che a portato ad una profonda crisi della leadership regionale, deve far riflettere. La sola proposta della realizzazione di un termovalorizzatore in Abruzzo, sta già suscitando diverse reazioni della classe politica. Senza entrare nel merito sull'opportunità di costruire o meno dell’impianto. La cosa che pare evidente a tutti è che nella nostra regione e soprattutto nel nostro comprensorio (come in Campania) non si fa la raccolta differenziata.
La quasi totalità dei comuni della "Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemilia", non supera il 5% nella raccolta differenziata, gli unici contenitori presenti nei comuni sono per la selezione del vetro. Molti comuni ricadono anche in aree Parco (Pnalm e Maiella) e promuovono un’immagine di turismo ecologico, mostrandosi poi ridicoli di fronte al turista visitatore, che trova una realtà completamente diversa e retrograda. I rifiuti sembrano una questione lontana, di altri, non c'è nessuna lista politica o civica nei comuni della zona, che abbia mai avanzato delle proposte serie. Sui rifiuti restano fino ad oggi solo poche righe scritte nei programmi elettorali (ecoballe). La nostra zona è fatta di piccole realtà, di piccoli paesi, dove sarebbe facile differenziare, magari effettuando anche la raccolta porta a porta e avere così un risparmio sulle ecotasse, con diminuzione dei rifiuti da conferire in discarica (ora ci sono anche gli incentivi del Piano regionale). I politici dovrebbe attivarsi per un Piano locale, che individui come e dove poter portare la plastica, il vetro, la carta, rifiuti umidi e organici. Non facciamo autolesionismo come la Campania, non si chiede di andare sulla luna, ma di restare nella parte dell'Italia civile.
Nella notte tra il 16 ed il 17 febbraio 2006, l’impianto di discarica denominato La Torre in Poggio Cono-Poggio S. Vittorino, è stato interessato da un complessivo movimento franoso della massa di rifiuti abbancata. Il collasso strutturale dell’impianto ha coinvolto l’intera massa dei rifiuti abbancata (mc. 450.000) ed il substrato geologico sottostante. La massa di rifiuti, mista a terra e percolato, è sprofondata sull’intero fronte dell’impianto, scavalcando l’argine di contenimento posto alla sua base e si è riversato nel laghetto sottostante invadendolo completamente, provocando la fuoriuscita di acqua e percolato verso il Fosso della Fece ed il Fosso Trentamano, affluenti del fiume Vomano, principale corso d’acqua della Provincia di Teramo. Il pericolo della contaminazione delle falde acquifere sottopose a sequestro giudiziale tutta l’area e la Magistratura sta ancora indagando sui fatti con tecnici di fiducia. Stante la gravità del danno ambientale determinatosi con l’evento franoso, peraltro, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2006, veniva dichiarato lo stato di emergenza e, con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° settembre 2006, il Prefetto di Teramo veniva nominato Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti necessari per il superamento della situazione di emergenza presso la Discarica La Torre. Questa la dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei Verdi alla Regione Abruzzo: "In relazione a tale stato di fatto e al possibile scenario evolutivo abbiamo presentato un’interrogazione ministeriale urgente a firma della Senatrice dei Verdi Loredana De Petris. La nostra Interrogazione, chiede ai Ministri competenti, quali sono stati gli interventi posti in essere dal Prefetto di Teramo in conseguenza delle segnalazioni scritte ricevute, in data 4 aprile 2005, in ordine al pericolo di crollo della discarica 'La Torre' nel Comune di Teramo; quali sono stati i criteri di scelta dei tecnici incaricati e se il Commissario Delegato - Prefetto di Teramo, al momento della nomina degli Ingegneri, fosse a conoscenza o meno della sottoposizione dei medesimi a procedimento penale per gravi violazioni ambientali inerenti sempre la non corretta gestione di impianti di discarica sempre nel territorio della Provincia di Teramo di propria competenza. Inoltre chiediamo quali sono stati gli interventi di messa in sicurezza ad oggi effettuati nella medesima discarica, a quanto ammontano i relativi costi e come gli stessi sono stati ripartiti anche con specifico riferimento al pagamento dei tecnici indagati ed incaricati".
Siamo alla frutta, ormai, e anche così non fosse, purtroppo, l'indicatore non fa presagire nulla di buono per quanto attiene l'amministrazione del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Una volta definito il più antico, oggi verrebbe da dire il più vecchio, o meglio, il più in linea con la politica dell'indietreggiamento. Girovagando sul nuovo sito del Parco, fresco di lancio in rete avvenuto il primo gennaio scorso, si scopre che il motore di ricerca restituisce ad alcune parole chiave un elenco di alberghi ai quali, ad ognuno, corrisponde una "pagina ospitale". I primi nove risultati hanno una piccola foto al fianco della denominazione e abbiamo scoperto che per il servizio pagano da un minimo di 25 euro l'anno a qualche centinaio per "opzioni" aggiuntive. Approfondendo la questione, cioè ciccando su una delle voci che rimanda alla pagina ospitale, vengo rimandato dal sito del Pnalm a quello di Parks.it, proprietà di Federparchi, di cui Giuseppe Rossi, attuale presidente del Parco d'Abruzzo, è stato direttore fino al 2007. Non solo, il nuovo gestore tecnico del sito del Pnalm è lo stesso che opera per Parks.it. Nulla di più facile che prendere le pagine ospitali a pagamento dal sito di Parks.it e ripeterle su parcoabruzzo.it, in una sorta di "gemellaggio informatico" come lo ha definito proprio Giuseppe Rossi. Nulla osta, se non fosse che Parks.it percepisce del denaro per le "pagine ospitali" mentre non è chiaro, al momento, capire se il Parco d'Abruzzo percepisce una quota di queste entrate o semplicemente "amplifica" la pubblicità di Parks.it in maniera gratuita. A questo punto, però, non si potrebbe più parlare di "gemellaggio informatico" in quanto un soggetto trae profitto e l'altro no. Eppure in periodi di magra finanziaria, come quelli che il Pnalm è costretto a vivere da 2 anni a questa parte, farebbero davvero comodo delle percentuali. Magari si potrebbe pagare qualche straordinario in più alle guardie del Parco, oppure semplicemente mettere qualche litro in più di carburante alle autovetture o alle caldaie per far riscaldare gli impiegati dislocati in uffici diversi da quelli storici di viale Santa Lucia a Pescasseroli, ultra riscaldati per non far prendere raffreddori al presidente, al direttore, ai consiglieri e ai tecnici super impegnati. Ma non finisce qui. La comunicazione del Pnalm, in una sorta di "osmosi informatica", fluttua attraverso i servers, finendo in quelli di Parks.it, il tutto con risultato di "abbrutire" il grado comunicativo, a causa della mera ripetizione delle notizie. E proprio questo è il caso dell'avviso per la selezione dei tre componenti del Nucleo di valutazione interno al Pnalm, così come previsto dal D. Lgs. 30 luglio 1999, N. 286. La notizia viene pubblicata quasi in contemporanea su tutti e due i siti web, ma non viene divulgato nessun comunicato stampa dall'ufficio preposto (per altro ufficio stampa non in regola con la legge 150/200, così come affermato in precedenza dall'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo). Eppure potrebbero essere molti i giovani neolaureati interessati a ricoprire tale incarico, ma la "solerzia" dell'Ente Pnalm non gioca certo a loro favore. Intanto, dopo meticoloso lavoro di ricerca, possiamo dire agli eventuali interessati che il bando scadrà il 30 gennaio prossimo e che per avere informazioni a riguardo ci si deve rivolgere alla sede dell'Ente in Via Santa Lucia a Pescasseroli (bando al seguente link: www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=2192). Una cosa, però, preoccupa più di altre. Il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto, ha affermato: "Sono all'oscuro sia della compartecipazione informatica, tra Pnalm e Parks.it, che delle modalità per dare maggiore visibilità alla selezione dei componenti del Nucleo di valutazione". Se due (Direttore e Presidente), meno uno (Direttore), fa ancora uno (Presidente), l'artefice di tutto è il presidente Giuseppe Rossi. Una capriola all'indietro quella che sta compiendo il Parco, un ritorno delle ataviche maniere tanto contestate all'ex direttore Franco Tassi. Intanto, da indiscrezioni, è trapelato che il Responsabile del servizio sorveglianza del Pnalm ha fatto una disposizione stando alla quale gli addetti sotto la sua supervisione, devono astenersi dal dare notizie o commentare fatti interni all'Amministrazione. Con il futuro siamo a zero, con l'avvicinamento alle popolazioni locali a -1. Intanto qualcuno comincia a dire che le cose andavano meglio quando c'era il Commissario del Ministero dell'Ambiente, dott. Domenico Lupoi. Quindi, stando al pensiero della gente, tutte quelle poltrone da scaldare in Consiglio, Dirigenza e Presidenza, non servono proprio.
Tra carte, giudizi e manifestazioni, il centro montano, definito la capitale del Parco d'Abruzzo, si appresta a rinnovare il Consiglio con le elezioni amministrative di primavera. C'è qualcosa da cambiare nel metodo di amministrare, oppure va tutto bene così come sta andando? Secondo te esiste un candidato che possa farsi portavoce delle istanze delle varie categorie commerciali? Puoi scrivere i tuoi commenti e votare il sondaggio.