Riunione del Consiglio comunale per il nuovo Regolamento che disciplina il commercio sulle aree pubbliche e modalità di fruizione. Alzano la mano in otto, un astenuto e tre contrari. Passa così il nuovo codice che disciplina la materia; 13 articoli per fare chiarezza e dirimere le annose questioni sulla omogeneità delle esposizioni merceologiche. Siamo in Italia: quindi gli amministratori albergatori, per meglio complicare le cose a chi non ha alberghi ma solo negozi, sfoderano il francesismo 'dehors'. Il termine significa 'al di fuori' ma, come anticipato, anche fuorviante, se non addirittura ingannevole, quando lo si lega 'des dehors trompeurs' che significa 'ingannare qualcuno'. La manovra di chiamare 'dehors' gli spazi antistanti gli esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande, potrebbe
rivelarsi un boomerang per chi ha intenzione di servire clienti francesi. Sfido qualsiasi barista o ristoratore a dire al turista francese 'si accomodi dehors', perchè alle orecchie dei cugini d'oltralpe potrebbe suonare come un 'ti metto fuori alla porta', cioè ti sto cacciando. Ma dopo aver visto un locale il cui nome tradotto dal francese vuol dire 'chiosco per bibite della stazione' (a pescasseroli non c'è treno e siamo fortunati ad avere quei pochi autobus di linea), era quasi fisiologico tirare fuori un'altro termine estraneo all'italiano. Ma si sa che i nostri amministratori albergatori, girano il mondo in lungo e in largo, proprio per carpire quei segreti e traslarli poi nel contesto pescasserolese, non sapendo, forse, che la cultura è frutto di una evoluzione sociologica e non di un 'copia e incolla' come fossimo in un programma di videoscrittura. Non possono mancare, chiaramente, le misure degli espositori fuori dai negozi che non rientrano nella categoria dei 'dehors' o 'fruttivendoli': qui scatta la zona franca. Sono 70 i centimetri quadrati permessi per ogni negozio (articoli da regalo, abbigliamento, prodotti tipici etc). Ecco spuntare le idee più balsane. Un commerciante mette fuori due scale di bamboo e ci appende, con le grucce, t-shirt e vestitini. Un marocchino, non avendo le scale di bamboo si accontenta di un pluviale che scende dal tetto e ad ogni appiglio incastra calzoncini, magliettine, felpette e, infine, tira fuori uno stendino di quelli utilizzati nei mercatini, quelli in metallo, dove i vestiti vengono appesi stretti stretti in maniera tale da farli fondere l'uno con l'altro. Lo stendino comunque è in regola perchè, come da nuovo regolamento, occupa una superficie di 70 centimetri quadrati. Ma ecco il solito furbo che ne tira fuori due e la cosa non sembra interessare l'argomentatore del nuovo codice commerciale. Poi la storia degli ombrelloni per i quali un intero articolo del disposto si occupa di loro. I 'dehors' devono essere allestiti utilizzando ombrelloni con la struttura portante in legno e se non possibile in altro materiale verniciato di un colore che imiti il legno. Qui scatta la risata. Provate a far disegnare a un bambino dell'asilo un albero, che notoriamente è di legno, secondo voi prende un colore blu, rosso, verde o marrone? Ecco: tutti immaginiamo che lo disegnerà marrone quasto caspita di albero. Perchè nel regolamento si è evitato di dire che se l'ombrellone è di metallo o di plastica deve essere di 'colore del legno' e non 'marrone'? Comunque i famosi parasole dovranno avere la copertura in soffa dalle tinte non troppo brillanti, e cioè beige, panna (?) e verde. La differenza cromatica tra panna e beige la potete accertare al Comune, dove si apprestano ad allestire un verificatore tintometrico che certificherà la rispondenza alla norma. Non si devono utilizzare comunque il rosso e l'azzurro e se vengono posizionati più ombrelloni devono essere dello stesso colore ammesso. Chi ne è sprovvisto acquista gli ombrelloni a norma, ma in pieno centro, dove l'argomentatore del nuovo regolamento passa ogni giorno, c'è un 'dehors' che ha quattro ombrelli bianchi, due rossi e due blu, oltre a non avere le paratie in legno a delimitazione dell'area. Si tratta di una sola eccezione, ma che confermerà la regola: quella della non applicabilità del regolamento. Se prima era caos, adesso è un 'pavillon de chasse', tanto per attenerci ai francesismi.
Un successo oltre ogni più rosea aspettativa la manifestazione tenuta oggi a Pescasseroli dagli allevatori e agricoltori del Lazio, Abruzzo e Molise. Con una partecipazione di circa 500 persone e 1200 firme raccolte per la richiesta di politiche certe a favore della categoria. I moduli contenenti le 1200 sottoscrizioni martedi' prossimo saranno consegnate al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, grazie all'intervento di Antonello Iannarelli (Pdl), membro della Commissione ambiente alla Camera. Dalle 10 di questa mattina tre pulman e decine di autovetture hanno raggiunto Pescasseroli per manifestare il dissenso verso la politica ambientalista che danneggia un'intera categoria, posizionandosi sotto la sede dell'Associazione Albergatori del Parco nazionale d'Abruzzo, entità che tramite il neo presidente, Michele La Cesa, ha cercato di "ostacolare lo svolgimento della manifestazione stessa", come hanno riferito alcuni amministratori della cittadina montana. "E' profondamente antidemocratico - ha affermato l'onorevole Iannarilli, parlamentare più votato nel collegio di Frosinone - da parte dell'Amministrazione comunale il non aver autorizzato l'iniziativa che, grazie alla pacifica tenacia di allevatori e agricoltori, si è svolta lo stesso.
Qualche furbetto abruzzese ha cercato di farmi contattare, tramite una forza di polizia del Lazio, dicendomi che sarebbe stato meglio se non avessi partecipato, in quanto l'evento, appunto non era autorizzato. Sbagliano costoro quando pensano di poter condizionare la democrazia con bassi sotterfugi ormai cultura di un modo di fare politica ormai scomparso da anni. Oltre a consegnare le firme al ministro Prestigiacomo e a rappresentare tutte le istanze della categoria, racconterò i dettagli di chi ha cercato di farmi desistere dal partecipare e non è escluso - conclude il parlamentare laziale - che vi siano strascichi per i responsabili. Chi opera contro la democrazia opera contro il paese e va isolato, posto in condizione di non nuocere". Massiccia anche la partecipazione del Cospa, associazione di Allevatori e Agricoltori con oltre 75 iscritti nella sola provincia dell'Aquila, giunta a Pescasseroli con cavalli e prodotti per la degustazione. Dino Rossi, presidente del Cospa, ha affermato: "E' la prima volta che mi capita di sentire che un'Amministrazione comunale in area Parco va contro gli interessi degli allevatori e degli agricoltori. Che la loro politica sia tesa ad emarginare l'intera categoria è cosa nota e la smettano di fare i tavoli tecnici e vadano a casa, in maniera che il Ministero dell'Ambiente, con i soldi dei loro profumati stipendi possa pagarci i giusti indennizzi. Mettano un Commissario e un manager a capo di ogni Parco, allontanando gli interessi dei soliti politicanti, e facciano fare la ricerca alle Università italiane, così come avviene nel resto d'Europa. Sicuramente - conclude Rossi - i conti pubblici ne avrebbero beneficio, così come la gestione dell'ambiente". Orazio Tatangelo, allevatore della valle sorana (Frosinone), promotore della manifestazione, ha ironicamente affermato: "Quando l'Ente Parco, nei giorni scorsi, ci ha invitato a una conferenza, mi è sembrato di vedere il presidente americano Bush che tende la mano a Bin Laden per aiutarlo, questa è stata la mia impressione, come se la nostra condanna fosse ormai firmata. Poi basta a spendere centinaia di migliaia di euro per capire quali sono i sentieri attraversati dai lupi, tanto i lupi sanno benissimo dove devono andare, in quanto percorrevano le montagne prima ancora che venisse nominato qualsiasi presidente di parco. Una nota banca dell'aquilano, sostenitore di questo progetto, farebbe bene a impiegare i soldi per abbassare i tassi di interesse ai poveri correntisti che con i mutui alle stelle - conclude Tatangelo - non possono più nemmeno fare la spesa per mangiare".
L'avvocato Paolo Vecchioli, presidente dell'Ordine forense provinciale, in merito alla questione dell'aumento dei lupi ha detto: "Solo dei cretini che fanno politica sulle poltrone del Parco, invece di tutelare l'ambiente, non sanno che il lupo è al vertice della catena alimentare e non ha antagonisti, quindi prolifera a dismisura colpendo gli allevamenti in maniera sempre più consistente. Come mai l'anno scorso l'allevatore Tatangelo non ha avuto lo stesso numero di vitelli sbranati rispetto ai 31 di quest'anno? Il tipo di lupide in giro per il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - continua Vecchioli -, ha una conformazione fisica totalmente diversa da quello appenninico, con una grossa testa, il muso più corto e mascelle pronunciatissime, oltre ad avere la muscolatura delle zampe molto robusta. In occasione del rinvenimento di uno di questi lupi morto, gli agenti della Forestale si sono precipitati a rimuovere la carcassa, prima ancora che qualsiasi persona potesse vederla. I parchi devono smetterla di fare politica al servizio dei piani regolatori dei comuni e si occupino di fare ricerca al servizio dell'ambiente, ma soprattutto - conclude sarcastico Vecchioli - restituiscano lo stipendio nelle casse dello Stato a beneficio della collettività". Degli amministratori del comune di Pescasseroli che hanno sposato la causa degli allevatori e degli agricoltori, è stato solo l'assessore con delega al ramo, Virgilio Morisi, il quale ha addirittura messo a disposizione un intero edificio e il terreno circostante per il pranzo dei 500 partecipanti. "Nei prossimi giorni - ha affermato Morisi - chiederò maggiori dettagli ai componenti della mia maggioranza su chi ha cercato di boicottare la manifestazione di queste persone, per altro non riuscendoci, individui che si sono dimostrati molto più civili di coloro che li ha ostacolati". Per il pranzo di chiusura della manifestazione sono stati cotti due vitelli da 300 chilogrammi ognuno, oltre a otto porchette, e decine di forme di pecorino. Da bere, naturalmente, vino rosso, come il colore delle tasche della categoria, ormai sfinita economicamente. Ad allietare la tavolata il vice campione mondiale di organetto, piccola fisarmonica tipica della tradizione abruzzese, laziale e molisana. Dal Lazio, nella provincia di Latina, sono intervenuti dai Comuni di Formia, Sonnino, Pontinia, Roccasecca dei Volsci, Sezze, Fondi, Terracina e Monte S. Biagio. Dalla provincia di Frosinone i Comuni di Giuliano di Roma, Ceccano, Alatri, Sora, Veroli, Campoli Appennino, Settefrati, Vallerotonda, S. Biagio Saracinisco, Colle S. Magno, San Vittore, Cassino e Cervaro. Dalla Provincia di Roma: Vallepietra e Carpineto Romano. Dal Molise sono arrivati dai Comuni di Venafro (Isernia), Scapoli (Isernia) e dal capoluogo Campobasso. Per l'Abruzzo, tutti della Provincia dell'Aquila, i Comuni di Pescasseroli, Opi, Ofena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Pescina, Ortucchio, Celano e Trasacco.
Il Comune di Pescasseroli, guidato da una maggioranza del Pdl, ha negato l'autorizzazione agli allevatori per lo svolgimento della manifestazione di domani ma a supporto dell'iniziativa interverranno due parlamentari del Pdl: il senatore Oreste Tofani e l'onorevole Antonello Iannarilli, oltre al coodinatore regionale abruzzese di Alleanza Nazionale, Fabrizio Di Stefano. Il Comune, dai prossimi giorni, si troverà a dover gestire una 'patata bollente' di non poco conto. Come mai la maggioranza comunale pescasserolese di centro destra non autorizza una manifestazione alla quale partecipano parlamentari della stessa corrente politica? Quale ruolo ha avuto l'Ente Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nel 'forzare la mano' affinchè il comune di Pescasseroli negasse l'autorizzazione?
Che c'entrino i futuri benestare che l'Ente Pnalm dovrà rilasciare al Comune sulla Variante al Piano Regolatore per 'indirizzare' la scelta dell'amministrazione a non concedere il permesso alla manifestazione? Perchè l'Ente Pnalm, nonostante gli sforzi tesi al dialogo con gli allevatori non sortisce nessun effetto, anzi la politica in atto sembra essere quella di portarli all'esasperazione costringendoli ad abbandonare il territorio? Scommettiamo che l'allevatore Orazio Tatangelo, in occasione dell'istituzione del futuro Tavolo tecnico tra Parco e allevatori, sarà fuori dalla rappresentanza di categoria? Come mai il membro dell'attuale Consiglio direttivo dell'Ente, Laudo La Cesa, nominato dal Ministro dell'Agricoltura del Pd, ancora siede al tavolo decisionale precludendo al naturale rappresentante di Pescasseroli in Comunità del Parco di entrare a far parte del Cda? Intanto il Pdl pescasserolese si dimostra ancor più scoordinato rispetto alle politiche dell'Alto Sangro, della Provincia e della Regione, senza contare che addirittura entra in pieno conflitto con le rappresentanze in Parlamento. Se questa è la nuova era, dettata dalla politica innovativa di Nunzio Finamore & Co, tutti pensano che qualcosa dovrà essere rivisto, a meno che appartengano al 'PD' e per convenienza abbiano aggiunto la 'L', solo questo potrebbe spiegare il loro atteggiamento. O, meglio, tenersi buono l'Ente Pnalm per le osservazioni sulla futura Variante al Prg; come dire due piedi nella stessa 'ciabatta', si, perchè ormai il territorio non è più una 'scarpa', ma una 'ciabatta', sformata dai molteplici piedi desiderosi di calzarla che alla fine l'hanno consunta e trasformata in un'accozzaglia di complessi residenziali per seconde abitazioni. Anzi, qualcuno, avendo subodorato l'affare, si appresta a trasformare il suo albergo in appartamenti, dopo aver preso centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici per la sua costruzione. La richiesta di trasformazione di destinazione d'uso è già transitata negli uffici comunali competenti che, sembra, non abbiano avuto nulla da ostare. Inutile dire che il tipo in questione è molto vicino ad un attuale assessore comunale.
Il 4 luglio, alle 17,30, presso la sede dell'ente Pnalm in viale Santa Lucia a Pescasseroli, si terrà la riunione della Comunita' del Parco per la designazione dei due membri che entreranno a fare parte del Consiglio direttivo del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. La maggioranza qualificata per procedere all'elezione dei due dovrà essere pari o superiore ai 2/3 del totale dei componenti, che sono 36. Per eleggere Eustachio Gentile (consigliere comunale di Scanno) e Andrea Favoriti (sindaco di Lecce nei Marsi), quindi, basteranno 24 consiglieri della Comunità. Stavolta il gioco è fatto: dentro Gentile, per l'Alto Sangro e Valle Peligna, oltre al lavoro dei comuni marsicani per collocare Favoriti. Riserva di ulteriore elezione, qualora l'attuale componente del Cda, Michele Fina,
decidesse di fare un passo indietro, a favore di Andrea Scarnecchia (sindaco di Barrea) o Francesco Gizzi (sindaco di Opi). La vera incognita, come usualmente accade non esistendo un Regolamento della Comunita' del Parco, sarà il metodo di voto da adottare: voto limitato a 1 (ogni consigliere esprime una sola preferenza), o voto limitato a 2 (ogni consigliere può esprimere due preferenze). La prima tipologia di voto si presta a una maggiore attinenza a quelli che sono gli accordi politici ante-voto, la seconda, invece, è più idonea a nascondere quelle che sono le maggioranze trasversali. Se la Comunità del Pnalm avrà la forza di uscire da una empasse che dura ormai da troppo tempo, la quale è costata anche richiami da parte del Ministero dell'Ambiente, allora saremo più vicini agli Stati Uniti, con un 4 luglio che sancisce una doppia indipendenza: la Comunità svincolata dai legacci e legacciuoli di bassa lega politica territoriale, quindi indipendente, e gli Stati Uniti ancora a festeggiare la loro Indipendenza dalla Gran Bretagna. E' il caso di dire che le feste avvicinano i popoli. Intanto, come già confermato oltre 2 mesi fa, Pescasseroli è fuori dal Consiglio direttivo del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, grazie alla perspicacia politica di tutti i nuovi consiglieri comunali di maggioranza. Questo non è certo foriero di buone pratiche che porteranno Pescasseroli al rilancio, ma soprattuto fa capire che Pescasseroli non è né un albergo, né un'impresa di altro genere, dove l'utile o il pareggio di bilancio decretano la felicità dei soci azionisti. Eppure sembra essere la pratica in auge della nuova amministrazione. Qualcuno dovrebbe capire che Pescasseroli è un Comune, il Consiglio una Istituzione e i Consiglieri sono al servizio della cittadinanza. Intanto si vocifera di una petizione popolare da inviare a Prefetto, Capo dello Stato e Consiglio d'Europa, attraverso la quale estrinsecare le gravi inibizioni alla vita democratica del paese da parte dei cittadini, con decisioni calate dall'alto senza nessuna concertazione.
A proposito di poltronificio nei parchi. Il Ministro Stefania Prestigiacomo, presentando le linee guida del Ministero dell’Ambiente in commissione ambiente della Camera, oggi 1 luglio, è stata chiara. Gli enti parco non saranno soppressi, ma su una cosa bisogna muoversi: la riforma della legge quadro sulle aree protette che elimini il "poltronificio", definendo così i Consigli di amministrazione degli enti parco. Una posizione condivisibile, dodici persone nei Cda sono tante, forse troppe e qualcuna in meno non guasterebbe. Basta guardare l’esempio del parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e l’attuale composizione del consiglio direttivo per capire che il neo ministro dell’ambiente non ha tutti i torti. Oltre ai cinque componenti designati dalla Comunità del Parco, tre sono in carica e gli altri dovranno essere designati proprio il 4 luglio, ci sono quelli di nomina ministeriale. Anche qui la scelta del precedente Ministro di centro sinistra, prima di Alfonso Pecoraro Scanio, quella di Altero Matteoli del centro destra, è stata poco coerente. Infatti, invece di esperti, nelle nomine del Ministero dell’Ambiente e in quello delle Risorse Agricole e Forestali, si è favorita la politica locale. Laudo La Cesa, ex sindaco di Pescasseroli ed esponente locale della Margherita ora nel partito democratico (anche se schierato contro l’ex sindaco del Pd, Carmelo Giura, uscito sconfitto nelle amministrative dell’aprile scorso) si ritrova nel consiglio direttivo.
Assieme a lui Pio Forte, ex sindaco di Bisegna approdato nel Pd. Insomma tanti politici locali che, nel confronto all’interno del consiglio direttivo, soprattutto quando si parla di pianificazione urbanistica (l’intesa sul Prg tra Ente parco e Comune è un atto obbligatorio e pone l’ente locale in una posizione subalterna) il rischio reale è che i soggetti, quelli cosiddetti istituzionali, siano sempre più legati alla politica locale piuttosto che al principio generale di discrezionalità, e non di discrezione, che regola l’azione della pubblica amministrazione. Il parco d’Abruzzo non è il solo esempio tra i parchi nazionali. Basta fare un giro per le numerose aree protette disseminate lungo lo stivale per vedere come tanti ex sindaci, ex consiglieri, oppure consiglieri in carica, si siano trovati nel consiglio di amministrazione dei parchi tra le nomine ministeriali. Questo senza dimenticare, oltretutto, le nomine delle associazioni ambientaliste. Anche in quel caso (due nomine per ogni ente parco) il Manuale Cencelli, modello verde-ambiente, è ad uso e consumo delle nomine. Insomma il Ministro Prestigiacomo ha detto di voler eliminare il poltronificio. Bene, su questo non si può che essere d’accordo. Ci sarebbe, però, anche un’altra proposta da mettere in cantiere: quella della rappresentanza degli enti locali. E’ possibile che un comune che abbia un ettaro in un parco pesi, nelle decisioni, come quello che in esso ha l’intero territorio? Qualche riflessione in questa direzione andrebbe fatta e forse sarebbe il caso di iniziare sin da ora, senza ideologismi e senza paure che modificare la legge quadro sulle aree protette possa rappresentare un attacco ai parchi. Forse un attacco alle poltrone, questo si, e non sarebbe il male maggiore.
La strategia di comunicazione posta in essere dal Pnalm, dove le notizie compaiono sul sito dell'Ente e sono ripetute su un sito 'amico', comincia a mostrare tutte le falle dettate dall'assenza di un ufficio stampa a norma con la legge 150/2000.
Acquisizioni documentali della Guardia di Finanza per capire la vicenda dei locali annessi al Museo del Lupo a Civitella Alfedena, che sarebbero diventati di proprietà di un privato titolare del terreno se il caso non fosse arrivato all'attenzione di un giornalista tacciato in precedenza dai vertici del Pnalm di essere 'superficiale'. Intanto la superficialità del collega giornalista ha evitato che l'immobile costruito con i soldi pubblici finisse tra i beni di un privato. In merito nessun comunicato da parte del Pnalm e nessuna notizia dal sito 'amico'. Fortunatamente , dopo l'articolo del collega, l'Ente ha fatto marcia indietro, annullando il provvedimento con un atto di autotutela. Poi il caso di qualche giorno fa delle consulenze esterne, affidate a professionisti che hanno identiche competenze a quelle di dipendenti già pagati profumatamente dal Pnalm. Silenzio assordante anche in questo caso, sia da parte del Pnalm che da parte del sito 'amico'. Qualcuno inizia a pensare che il Pnalm voglia divulgare solo l'informazione che gli conviene, contravvenendo al principio democratico dell'informazione, ma soprattutto scambiando l'ufficio stampa con l'ufficio pubbliche relazioni che, ricordiamo, sono due istituti totalmente diversi. Se questa è evoluzione, speriamo si possa tornare 20 anni indietro.
Pignorato il credito di una società che svolse dei lavori per il Comune di Pescasseroli, su richiesta della curatela fallimentare, in quanto la società stessa è fallita nel frattempo. Atto di recupero per somme non percepite da un professionista, incaricato 'illo tempore' di redigere il piano regolatore.
Entrambi pendenti sul conto della Tesoreria Comunale. Due cittadini di Pescasseroli, che hanno avuto soddisfazione giudiziale, vantano un credito di 40 mila euro ognuno, vecchio di vent'anni. Qualcuno starebbe spingendo per far aggiudicare un incarico a un suo 'caro amico', che nel corso degli anni avrebbe 'consulenziato' il qualcuno in oggetto su numerose pratiche. Poi gli interessi di partito, o almeno resuscitati come tali, che avrebbero 'animato' il qualcuno fornendogli 'verve' necessaria a spingere ulteriormente se non fosse stato 'accontentato nell'accontentare questo suo amico'. Poi l'armonia della Giunta, '8 consiglieri in cerca d'autore', come suggerirebbe il titolo dell'opera di pirandelliana memoria. In cerca di 'autore' in quanto ognuno propone attività scollegate dal resto dell'armonia politica; come dire, chi primo si alza comanda. Oppure la neo-intuizione, frutto della laurea in albergologia di qualcuno molto lontano dal 'Premiato Croce' Giovanni Sartori, che ha gettato nelle fauci di 9 Comuni il buon vecchio Pescasseroli, facendo pronostici, o meglio oroscopi, in cui 'In una notte buia tutte le vacche sono nere', incastro di tasselli impossibile da raggiungere. Sembra la storia dell'antipolitica o, meglio, sembra essere tornata in auge la strategia del 'dividi et impera', molto cara a coloro che non hanno linee propositive, ma comunque vogliono mantenere l'impero. Mah, che dire, tra un incontro e l'altro, tra il caldo che avvolge le membra e obnubila le menti, qualcuno fa cilecca, anzi, più di qualcuno. Che Giovanni Sartori, illustre politologo, riesca a far capire agli attuali amministratori la differenza tra politica e impresa, è il sogno nel cassetto di oltre il 75% dei pescasserolesi. Ad majora.
Davvero particolare l'attenzione degli amministratori verso i problemi del paese, che sono davvero tanti. Il massimo impegno lo hanno profuso per abbellire la piazza con svariate fioriere che, a ogni ripensamento, vengono spostate di posizione facendo girare la testa a cittadini e turisti.
Dopo la posa di quelle in pietra (7 mila euro complessivi) e lo spostamento di quelle in legno, relegate sui marciapiedi circostanti visto che tutto ciò che deriva dagli alberi sembra creare allergia ai consiglieri del comune di Pescasseroli, ecco spuntare la madre di tutte le fioriere. Una sorta di masso che sembra un meteorite, caduto proprio sul passaggio pedonale, dal quale spuntano dei fiorellini bianchi che sembrano vergognarsi della loro ubicazione. A protezione della fioriera-meteorite due minisegnali, uno che indica l'obbligo di direzione a sinistra, cioè non sbattete con le autovetture sulla fioriera-meteorite, e l'altro che riporta un divieto d'accesso, cioè non passate qui che sbattete sulla fioriera-meteorite, il cui
significato può essere solo questo visto che a 2 metri c'è un segnale identico ma più grande e più alto. I bambini, notoriamente innocenti, hanno subito trovato il modo di ribattezzare i due cartelli uguali nel disegno ma diversi nelle misure e sorridendo affermano "Guarda mamma, i segnali papà e figlio". Non è finita qui, purtroppo. Il segnale posto in adiacenza dell'attraversamento pedonale, quello in blu con freccia che indica l'obbligo a sinistra, è pericoloso, in quanto posto a un'altezza non percepibile dall'occhio e percorrendo le strisce zebrate il pedone lo vede
"di taglio" rischiando di inciamparci, con grave nocumento per le casse comunali (ma soprattutto per quelle dei cittadini) in caso di controversia legale. L'attuale amministrazione comunale, dopo aver abbondantemente attaccato l'ex sindaco Giura sull'opportunità dell'installazione del primo semaforo, riesce a stupire ancora di più rispetto ai vecchi amministratori. Crea dei dossi artificiali in asfalto, che obbligano i conducenti che percorrono la strada principale a rallentare, ma rallentano, haimè, anche l'acqua piovana che sarebbe dovuta defluire nelle fognature, creando pozzanghere che viste le piogge si sono rivelate tutt'altro che di piccole dimensioni. Eppure i nuovi amministratori, dopo aver avuto la giusta intuizione per rallentare il traffico, si sono persi nel classico bicchier d'acqua. Allora, dosso dopo dosso, rimettono mano ai lavori quasi completati e fanno scavare dei piccoli canali al lato di ognuno di essi. Non è chiaro, adesso, su cosa vi apporranno per evitare che la gente inciampi dentro questi scoli appena creati. Forse i cittadini lo scopriranno la prossima settimana. Intanto è il caso di lanciare ai turisti-automobilisti il classico monito: "attenti ai naviganti", se non per le pozzanghere, per il rollio dovuto ai continui rimbalzi sui 7 dossi artificiali, fino a oggi nemmeno segnalati nonostante siano trascorsi 8 giorni dalla loro creazione.
Gli impianti sci del monte "Greco" restano il sogno nel cassetto del comune di Barrea. Quando sembrava che l’ambizioso progetto fosse definitivamente accantonato, ecco che ritorna in voga. Il comune guidato da Andrea Scarnecchia, di area centrosinistra, ci riprova, sposando idea e programma della vecchia amministrazione di centrodestra, guidata dall’ex sindaco Franco Di Paolo.
Questa volta per evitare di incrociare i limiti della Zps (Zona di protezione speciale del Pnalm), sposta l’ubicazione del progetto di un centinaio di metri. Il nuovo elaborato tecnico è stato consegnato alla "Comunità Montana Alto Sangro e Cinquemiglia" e illustrato agli operatori alberghieri di Barrea e fatto pervenire agli uffici della Comunità senza grossi clamori, proprio quando, in accordo tra Conferenza dei sindaci e Regione Abruzzo, si puntava a un progetto diverso, non condiviso solo dal sindaco di Barrea e da quello di Villetta Barrea (dove in maggioranza, con il centro sinistra, ci sono esponenti del centro destra favorevoli agli impianti). A questo punto l’amministrazione barreana presentava la nuova bozza degli impianti da sci , che stando alle aspettative dovrebbe collegare il versante del Pnalm con gli impianti dell’Aremogna. Una grande opera, con un impianto a fune che passa sulle gole del fiume “Sangro”, si inerpica sulle montagne a confine della Zps e Pnalm, innestandosi con gli impianti scioviari di Roccaraso. Il vecchio progetto era sponsorizzato dall’ex presidente della “Comunità Montana” Fernando Di Laura Frattura di centro destra e da imprenditori locali. Il nuovo, riceve oggi, il sostegno del candidato in pectore alla presidenza della “Comunità Montana”, Ernesto Alba, attualmente presidente dell’Associazione albergatori, consigliere comunale della giunta di centro destra di Pescasseroli. Fautore, insieme a molti esponenti degli ex Ds e sinistra radicale dei comuni di Barrea, Villetta Barrea, Pescasseroli e Opi, che in un’aggregazione politica di fritto misto si apprestano a sostenerlo come presidente., del progetto della ferrovia che avrebbe dovuto attraversare il Pnalm, oltre ad essere sponsor del "famoso" ascensore da costruire alla foce di Opi, L’attuale progetto di collegamento a fune, pur restando faraonico, non cambia le motivazioni che lo avevano già portato al respingimento, tranne quindi, lo spostamento di soli 100 metri. Infatti, la decisione della "Commissione Via" della Regione Abruzzo, sottolineava, nella bocciatura dell’ipotesi progettuale, come la realizzazione del collegamento “nel suo insieme (compresa la ferrovia di Alba e l’impianto a cremagliera che avrebbe dovuto collegare Pescasseroli a Terraegna di Scanno) non trova alcuna possibilità di compatibilità con le
esigenze di tutela e di conservazione”. Non solo nello specifico si rileva come le infrastrutture previste nel piano-progetto vanno a “compromettere l’importanza naturalistico-ambientale dell’area..., riguarda la presenza e riproduzione dell’orso bruno marsicano, proprio in quest’area collocata tra il Pnalm e il Parco Nazionale della Maiella”. Una posizione condivisa e supportata dagli enti Parco e dal Corpo Forestale dello Stato che, proprio sul massiccio del Greco, ha messo in campo un progetto "Life" per la tutela dell’animale simbolo dell’Abruzzo. Questo parere fu impugnato nel 2004 dal Comune di Barrea dinanzi al Tar abruzzo, con rigetto dell’istanza di sospensiva. I sogni, tuttavia, sono duri a morire, ma che l’orso, animale in via di estinzione grazie anche alla continua distruzione dell’habitat, possa riuscire a leggere i confini sulla cartina rimane ostico da credere. Intanto il gioco ricomincia da capo. In ballo non c’è la vicenda degli impianti ma il futuro dello stesso Pnalm, oltre che della fauna che insiste sull’area. Gli impianti hanno bisogno di infrastrutture (dai parcheggi alle aree di approdo) e sviluppano cemento di seconde e terze case, con una pianificazione che, invece di tutelare il territorio, insiste su un ampliamento esponenziale delle previsioni urbanistiche. Attenti osservatori collegherebbero il nuovo progetto con il "Piano Regolatore" di Barrea e, in parte, con quello di espansione del comune di Villetta Barrea. Insomma se non è l’attacco al “Parco”, poco ci manca. Questa volta, però, non si può additare il centro destra guidato da Silvio Berlusconi di voler mettere “le mani in pasta”. La vicenda riguarda un po’ tutte le forze politiche, invischiate in equilibrismi locali molto contraddittori conditi da sani personalismi, compresa la sinistra radicale, i duri e puri che, messe da parte le ideologie, in cerca di nuovi profeti hanno trovato nel nuovo presidente della "Comunita Montana" il loro liberatore, o meglio, colui che potrà donargli nuova considerazione.
"La cordata politica dei 20, capeggiata da Ernesto Paolo Alba, durerà poco più di 2 mesi". Ad affermarlo sono molti politici del territorio, per lo più sindaci, non per denigrare la squadra composta dalle minoranze ma soltanto in previsione della riforma delle Comunita' montane che entrerà in vigore l'1 luglio 2008. In questa data i consiglieri della Comunità montana dovranno scendere da 39 a 13, uno per ogni comune.
Inutile dire che in tale data le minoranze, che costituiscono la nuova squadra guidata da Alba, non saranno più in Comunità montana in quanto è facile presupporre che nessun sindaco delegherà mai un componente dell'opposizione. Allora la nuova squadra dovrà fare i conti con i numeri, potendo contare solo su 4 alleati delle maggioranze comunali, contro le 9 che, con ogni certezza, si coalizzeranno per una nuova presidenza, la quale probabilmente andrà a Castel di Sangro. In quella data cominceranno le gatte da pelare per Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea e Barrea. In barba alle più elementari strategie politiche si è rifiutato un accordo più stabile, che avrebbe potuto traghettare la Comunità montana nella nuova fase a Consiglio ridotto e nel periodo di gestione dei Docup sarebbe davvero stato utile stare nella squadra che comanda, invece di sedere sui banchi dell'opposizione. Ma la politica, come risaputo, non è cosa da Pescasserolesi (tolti i vari Vitale, Costrini e Neri), cosi' 'innocenti' da decidere di farsi guidare in quest'avventura da un pugliese doc, Ernesto Paolo Alba e da un teramano, anch'egli dop, Pietro Scarponi. Chissà quando Pescasseroli riuscirà a far comandare di nuovo un pescasserolese?