Grazie Raimondino, dai lettoriUna serata strana per Lecce, annoverare tra il pubblico un'attore come Matteo Ripaldi e, come conduttore della serata, Luca Di Nicola, direttamente dalla trasmissione RaiUno-Mattina. Quasi una festa tra amici se non fosse per il pubblico accorso da ogni parte dell'Abruzzo. Una platea di oltre 2500 spettatori per vedere le creazioni di Raimondo Ciofani. Lo stilista, 43 anni, vive tra Roma, New York e Londra. Inizia a lavorare nell'alta moda nel 1990 e, solo un anno dopo è nominato direttore creativo della Swish Jeans, cominciando a lavorare con le top models del calibro di Naomi Campbell, Claudia Shiffer, Monica Bellucci e Carla Bruni. Inizia il business in maniera più consistente. Partecipa a Milano Collezioni nel 1994 oltre a sfilare in tutti i calendari della moda mondiale. Nel 1997 ha lasciato Swish Jeans accettando l'incarico di disegnare la linea di abbigliamento, per la catena di ristorazione "Fashion at Cafè", le cui proprietarie sono Naomi Campbell, Claudia Shiffer ed Elle McPerson. In seguito ha lavorato per la Sixties come direttore creativo del marchio Goldie. Dal 2000 si occupa del marchio NYL, da lui creato e costruito da zero. Questo marchio oggi ha una diffusione nazionale e internazionale molto importante e Ciofani lo considera "il mio progetto più felice". Chiediamo in cosa si contraddistingue la linea NYL: "Io non sono portato per fare la moda impossibile - dichiara Raimondo Ciofani - tendo a disegnare abiti che possano rappresentare la vestibilità da strada.

La passerella è solo comunicazione e show per la rappresentazione del marchio, in realtà poi i capi che hanno successo sono quelli che permettono l'indossabilità in ogni occasione anche con abiti riciclabili negli anni. Cerco di rispettare la natura della moda nell'abbigliamento concedendomi qualche piccolo vezzo anche se con i miei abiti puoi andare tranquillamente al supermercato oppure in discoteca. Le mie produzioni rappresentano una mediazione tra il creativo e il business". Quest'anno ha ricevuto il riconoscimento più importante nel settore, con l'inserimento del suo nome nel dizionario internazionale della moda 2004 edito da Baldini e Castoldi. Tuttavia non lo considera un punto di arrivo ma uno stimolo a continuare sul percorso intrapreso. Le materie prime preferite da Ciofani per le sue creazioni sono i pregiati tessuti biellesi, scegliendo per le confezioni solo laboratori italiani. "Evitiamo di perseguire la strada dei grandi gruppi che dislocano laboratori di confezione nei paesi dell'est europeo, - dichiara Ciofani - manovra adottata solo per ampliare il fatturato riducendo i costi di manodopera. Io penso che al di la del business bisogna preservare una certa manualità che ha contraddistinto il made in italy negli anni. Un'operaia italiana mette del suo quando lavora un abito, invece le produzioni provenienti dai laboratori dell'est possono essere considerate frutto di una catena di montaggio. Non sempre la perfezione è sinonimo di qualità o originalità, anzi, spesso è spersonalizzazione di una cultura". Vestire bene non vuol dire essere perfetti, questa è la filosofia dello stilista: "l'abito rappresenta poco, ci vuole personalità per diventare, attraverso la moda, quello che si è e non quello che si vorrebbe essere". Per il prossimo autunno-inverno, il titolare della NYL vede la donna libera, "melting pot" attraverso una fusione degli stili: "donna che ha un accessorio da duemila euro e indossa un jeans che ne costa quaranta. Questo abolisce di fatto il concetto di donna oggetto che indossa altri oggetti, è la personalità della donna che emerge fortemente dal contesto moda". Raimondo Ciofani adora cucinare, conosce il Parco Nazionale d'Abruzzo e lo considera un bene da salvaguardare ma sempre con un occhio alla fruibilità. "I servizi devono risultare adeguati poiché il turista desidera essere coinvolto, quasi stordito dal fascino dell'organizzazione.

Tutto viaggia in modo molto veloce, anche l'imprenditoria turistica del Parco dovrà adeguarsi, abbandonando i concetti di salvaguardia della natura di stampo integralista, ma offrendo opportunità alternative sempre nel pieno rispetto della ecocompatibilità". Le passerelle di Ciofani sono uno spettacolo nello spettacolo, spesso riprese anche da Fashion-Tv, sintomo che l'originalità italiana piace. Le top models preferite da Ciofani sono Naomi Campbell (sfila per lui dal 1992 ) ed Eva Erzigova (con la quale intrattiene un ottimo rapporto personale). Naturalmente non possono mancare nel gradimento le italiane Carla Bruni e Monica Bellucci. L'arte della moda come forma espressiva, è considerata dal direttore della NYL: "una terapia per il disagio. Se avessi conosciuto bene la mia personalità non avrei fatto questo lavoro. Io con la creazione compenso le mie ansie e le mie paure. L'arte è la purga dei nostri incubi, una valvola di sfogo con la quale esternare le perplessità che imbrigliano l'essere umano con pensieri e disagi". Per quanto riguarda le sfilate, definite fin troppo spesso eventi non culturali da qualcuno che vede minacciato il proprio ambito artistico gestito in regime di monopolio, Ciofani dichiara: "Per quanto riguarda la moda è uno show, basti pensare ai quotidiani che preparano pagine sulla bandana indossata quest'estate da Berlusconi. Il compito dello show è attirare l'attenzione stimolando la curiosità e l'interesse del fruitore. Coloro che denigrano le sfilate o i concorsi nazionali di bellezza hanno dei grossi limiti. Tutto è utile all'uomo inteso come essere pensante, carta stampata, teatro, televisione, cinema, libri, cultura, ambiente. Io non riesco a pensare un mondo ove manchi anche una sola forma espressiva, fosse anche la più futile, sarebbe comunque un sistema non completo. Noi (ndr - stilisti e creativi) siamo tacciati di essere artefici dell'effimero, in realtà mandiamo avanti un settore trainante per l'economia italiana. La gente mi adora per quello che faccio e io adoro la gente poiché è da questa che traggo linfa vitale per il mio lavoro. Il contatto diretto e i rapporti interpersonali sono fondamentali per l'uomo, chi si nasconde dietro aloni di impenetrabilità, sbandierando saccenza e sottoculture pseudo-minimaliste, nasconde se stesso e i propri timori di insuccesso".