
Il Camoscio d'Abruzzo
Habitat E' un animale abituato a vivere in luoghi impervi come sono quelli di alta quota, soprattutto pareti rocciose e cenge dove si riparano per sfuggire agli attacchi dei predatori. Nella stagione estiva li troviamo in alta montagna, mentre d'inverno scendono più in basso vivendo ai limiti della vegetazione, prediligendo pareti esposte a sud dove c'è meno concentrazione di neve e più possibiltà di trovare cibo. Il predatore naturale è il lupo che ha finalmente ricolonizzato l'intero Appennino.
Anatomia Il Camoscio d'Abruzzo appartiene al genere Rupicapra. Come si vede il Camoscio d'Abruzzo deriva da una specie diversa di quello alpino. La differenza tra le due specie sta nella colorazione del mantello invernale (nella R.r.rupicapra il mantello è molto più scuro) ed estivo ( il Camoscio d'A. ha un colore più rossiccio), nelle corna (molto più lunghe nel R.p.ornata), nella struttura corporea e nel comportamento. Lo straordinario disegno del suo mantello, le sue magnifiche corna, l'agilità e l'eleganza dei suoi movimenti, hanno portato a definire -giustamente- il Camoscio d'Abruzzo, come il "Camoscio più bello del mondo". Il camoscio presenta un ridottissimo dimorfismo sessuale: ossia la differenza morfologica tra i due sessi è minima.

L'elemento principale di differenza è dato -negli adulti- dalle corna: nel maschio le corna hanno una base più grande e sono più uncinate. Ulteriori elementi sono dati dalla testa e dal collo (più massiccio nei maschi), e dal profilo ventrale (nel maschio, più convesso; mentre nella femmina sembra diviso in due metà). Inoltre il maschio si distingue per il pennello (ciuffo di peli che si diparte dal pene), visibile soprattutto nel periodo invernale. Nell'individuazione del sesso, sono utili anche il comportamento e le abitudini dell'animale. Il maschio -per es.- si accuccia meno della femmina (i piccoli si accucciano sempre, per cui è impossibile riconoscerli) ed assume -nell'urinare- una posizione diversa. Se, invece, incontriamo un animale solitario, è sicuramente un maschio.

La determinazione dell'età è molto più difficile e solo un occhio "esperto" può riuscire a identificarla. Il sistema più valido per riuscire ad attribuire l'età di un camoscio d'Abruzzo, è dato dall'accrescimento cornuale. Ossia contando gli anelli di crescita sulle corna, si riesce a determinare l'età dell'animale. Nel PNALM si è visto che la crescita della corna è molto omogenea nei diversi individui, e per questo è stato sviluppato un metodo basato sul rapporto tra sviluppo delle corna e lunghezza delle orecchie.
Comportamento Per l'osservazione del camoscio, la stagione migliore è sicuramente quella estiva. Infatti in questo periodo -con lo scioglimento delle nevi- i sentieri sono più accessibili, anche se sempre impegnativi. E' questa la stagione in cui troveremo -sui pascoli oltre i 2000 m- i branchi delle femmine con i loro piccoli. Mentre i maschi adulti, che in questo periodo dell'anno conducono vita solitaria, si riescono a vedere con meno facilità. All'inizio dell'inverno -invece- e fino alla caduta delle prime nevi, si può osservare il combattimento tra i maschi adulti che si contendono le femmine.

E' questo il periodo in cui i maschi si ricostituiscono al branco.
Riproduzione e nascita dei piccoli Le femmine e i giovani vivono in branco (i maschi vi rimangono fino a 2-3 anni per poi iniziare ad errare, e sono questi i soggetti più a rischio di morte perché spesso si ritrovano in luoghi sconosciuti pieni di insidie), mentre i maschi sessualmente riproduttivi (da 8 anni in poi) si ricostituiscono al branco per la stagione degli amori che inizia i primi di Novembre. E' questo il momento degli scontri -anche molto violenti- tra i maschi che si contendono il diritto di accoppiarsi con le femmine del branco; una volta acquisito sul campo questo diritto, difenderà il suo harem dalle incursioni degli altri maschi adulti. I piccoli nascono nella prima quindicina di Maggio: le femmine rimangono nel branco, mentre i maschi dopo 2 anni si allontanano per iniziare una vita solitaria fino all'età della riproduzione.
Alimentazione Il camoscio è un erbivoro legato alle praterie di alta quota, oltre i 2000 metri. Si è visto che nel PNd'A i pascoli preferiti dalle femmine e dai piccoli sono quelli del festuco-trifolietum thalii , leguminose ricche di sostanze proteiche. I maschi -invece- non avendo particolari esigenze alimentari, si cibano di un po' di tutto. I pascoli di festuco sono presenti in minima parte sulla Majella e assenti sul Gran Sasso: ciò fa ritenere che le positive reintroduzioni di camoscio su Majella e Gran Sasso, abbiano dimostrato la grande adattabilità del camoscio d'Abruzzo all'ambiente.