Lo scontro sui rifiuti in Campania, dove tutti protestano, che a portato ad una profonda crisi della leadership regionale, deve far riflettere. La sola proposta della realizzazione di un termovalorizzatore in Abruzzo, sta già suscitando diverse reazioni della classe politica. Senza entrare nel merito sull'opportunità di costruire o meno dell’impianto. La cosa che pare evidente a tutti è che nella nostra regione e soprattutto nel nostro comprensorio (come in Campania) non si fa la raccolta differenziata.
La quasi totalità dei comuni della "Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemilia", non supera il 5% nella raccolta differenziata, gli unici contenitori presenti nei comuni sono per la selezione del vetro. Molti comuni ricadono anche in aree Parco (Pnalm e Maiella) e promuovono un’immagine di turismo ecologico, mostrandosi poi ridicoli di fronte al turista visitatore, che trova una realtà completamente diversa e retrograda. I rifiuti sembrano una questione lontana, di altri, non c'è nessuna lista politica o civica nei comuni della zona, che abbia mai avanzato delle proposte serie. Sui rifiuti restano fino ad oggi solo poche righe scritte nei programmi elettorali (ecoballe). La nostra zona è fatta di piccole realtà, di piccoli paesi, dove sarebbe facile differenziare, magari effettuando anche la raccolta porta a porta e avere così un risparmio sulle ecotasse, con diminuzione dei rifiuti da conferire in discarica (ora ci sono anche gli incentivi del Piano regionale). I politici dovrebbe attivarsi per un Piano locale, che individui come e dove poter portare la plastica, il vetro, la carta, rifiuti umidi e organici. Non facciamo autolesionismo come la Campania, non si chiede di andare sulla luna, ma di restare nella parte dell'Italia civile.