I 26 milioni del Docup Alto Sangro, misura trasporti, potrebbero finire altrove per la solita politica campanilistica di alcuni. Ecco che gli avvoltoi dell'ultim'ora si fiondano a capofitto nel bussolotto contenente i fondi del Docup, proponendo progetti quasi al limite della fattibilità, o meglio, come dire facciamo una fontana d'acqua in pieno deserto. Partendo dal presupposto che si tratta di finanziamenti a obbligatoria compartecipazione pubblica e privata, ecco alcune idee proposte. Si parte da uno dei più piccoli paesi del Parco d'Abruzzo: costruire un ascensore 'trasversale', che dalla zona bassa delle casette antisismiche porti poi al paese vecchio.
Possibili utenti anno: massimo 5.000 (circa 13 al giorno); costo dell'opera 280mila euro (153,42 euro al giorno, per cinque anni); costo del biglietto a utente, in previsione dei 13 previsti giornalmente, euro 11,80. Progetto quanto mai improponibile sotto l'aspetto della fruibilità in relazione ai costi di investimento, senza tenere conto della maggiorazione derivata da quelli di ammortamento, energia e manutenzioni. Altri progetti potrebbero essere finalizzati a portare maggiori flussi di sciatori verso uno, o l'altro, degli impianti sciistici di Roccaraso. Basti pensarte che da Castel di Sangro partirebbe una seggiovia a cabine per portare gli sciatori sul comprensorio delle Cinquemiglia (Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo). Poi ci sono coloro che usufruirebbero dei finanziamenti per ammodernare i già esistenti collegamenti a fune dei rispettivi impianti di risalita (ebbene si, rientrano nella misura trasporti tra quelli a fune). Tutto questo finirebbe per rimpinguare le casse di pochi, senza dare un fattivo contributo al trasporto intermodale di cui tanto si parla. Non ultimo esce fuori il Parco d'Abruzzo che piangendo afferma: "sigh... ci hanno estromesso dalla concertazione sui Docup". E si che l'Ente Pnalm aveva un progetto davvero innovativo, che sarebbe stato "vitale" portare avanti: costruire il famnoso casello sull'autostrada A25 (E80) in località Carrito, in maniera da far attraversare ai turisti i borghi di Ortona dei Marsi, Bisegna e San Sebastiano. Senza contare che esiste già un casello autostradale (Pescina), a soli 11 chilometri di distanza, che consente di raggiungere il Parco per la statale 83 Marsicana. L'idea del Pnalm è talmente innovativa che Franco Tassi la propose vent'anni fa. Tassi è stato defenestrato, ma evidentemente non esiste una classe politica tale da produrre progetti propri e così si adottano le idee degli altri. Di questo ultimo progetto il naturale fruitore economico sarebbe Autostrada dei Parchi, con i pedaggi al casello. Insomma, tutti gli avvoltoi della situazione (imprenditori, enti pubblici economici e non) sono pronti a posare il becco sul pezzo di carogna; si, perchè il Docup, dopo oltre 6 anni dal suo avvio, puzza come un cadavere. Ma evidentemente l'olezzo del denaro, seppure putrefatto, è troppo forte per tutti. E tutti, come gli avvoltoi, vogliono la loro parte per poi ripartire, dopo il lauto pasto, alla volta di altri finanziamenti da spolpare.