Gli impianti sci del monte "Greco" restano il sogno nel cassetto del comune di Barrea. Quando sembrava che l’ambizioso progetto fosse definitivamente accantonato, ecco che ritorna in voga. Il comune guidato da Andrea Scarnecchia, di area centrosinistra, ci riprova, sposando idea e programma della vecchia amministrazione di centrodestra, guidata dall’ex sindaco Franco Di Paolo.
Questa volta per evitare di incrociare i limiti della Zps (Zona di protezione speciale del Pnalm), sposta l’ubicazione del progetto di un centinaio di metri. Il nuovo elaborato tecnico è stato consegnato alla "Comunità Montana Alto Sangro e Cinquemiglia" e illustrato agli operatori alberghieri di Barrea e fatto pervenire agli uffici della Comunità senza grossi clamori, proprio quando, in accordo tra Conferenza dei sindaci e Regione Abruzzo, si puntava a un progetto diverso, non condiviso solo dal sindaco di Barrea e da quello di Villetta Barrea (dove in maggioranza, con il centro sinistra, ci sono esponenti del centro destra favorevoli agli impianti). A questo punto l’amministrazione barreana presentava la nuova bozza degli impianti da sci , che stando alle aspettative dovrebbe collegare il versante del Pnalm con gli impianti dell’Aremogna. Una grande opera, con un impianto a fune che passa sulle gole del fiume “Sangro”, si inerpica sulle montagne a confine della Zps e Pnalm, innestandosi con gli impianti scioviari di Roccaraso. Il vecchio progetto era sponsorizzato dall’ex presidente della “Comunità Montana” Fernando Di Laura Frattura di centro destra e da imprenditori locali. Il nuovo, riceve oggi, il sostegno del candidato in pectore alla presidenza della “Comunità Montana”, Ernesto Alba, attualmente presidente dell’Associazione albergatori, consigliere comunale della giunta di centro destra di Pescasseroli. Fautore, insieme a molti esponenti degli ex Ds e sinistra radicale dei comuni di Barrea, Villetta Barrea, Pescasseroli e Opi, che in un’aggregazione politica di fritto misto si apprestano a sostenerlo come presidente., del progetto della ferrovia che avrebbe dovuto attraversare il Pnalm, oltre ad essere sponsor del "famoso" ascensore da costruire alla foce di Opi, L’attuale progetto di collegamento a fune, pur restando faraonico, non cambia le motivazioni che lo avevano già portato al respingimento, tranne quindi, lo spostamento di soli 100 metri. Infatti, la decisione della "Commissione Via" della Regione Abruzzo, sottolineava, nella bocciatura dell’ipotesi progettuale, come la realizzazione del collegamento “nel suo insieme (compresa la ferrovia di Alba e l’impianto a cremagliera che avrebbe dovuto collegare Pescasseroli a Terraegna di Scanno) non trova alcuna possibilità di compatibilità con le
esigenze di tutela e di conservazione”. Non solo nello specifico si rileva come le infrastrutture previste nel piano-progetto vanno a “compromettere l’importanza naturalistico-ambientale dell’area..., riguarda la presenza e riproduzione dell’orso bruno marsicano, proprio in quest’area collocata tra il Pnalm e il Parco Nazionale della Maiella”. Una posizione condivisa e supportata dagli enti Parco e dal Corpo Forestale dello Stato che, proprio sul massiccio del Greco, ha messo in campo un progetto "Life" per la tutela dell’animale simbolo dell’Abruzzo. Questo parere fu impugnato nel 2004 dal Comune di Barrea dinanzi al Tar abruzzo, con rigetto dell’istanza di sospensiva. I sogni, tuttavia, sono duri a morire, ma che l’orso, animale in via di estinzione grazie anche alla continua distruzione dell’habitat, possa riuscire a leggere i confini sulla cartina rimane ostico da credere. Intanto il gioco ricomincia da capo. In ballo non c’è la vicenda degli impianti ma il futuro dello stesso Pnalm, oltre che della fauna che insiste sull’area. Gli impianti hanno bisogno di infrastrutture (dai parcheggi alle aree di approdo) e sviluppano cemento di seconde e terze case, con una pianificazione che, invece di tutelare il territorio, insiste su un ampliamento esponenziale delle previsioni urbanistiche. Attenti osservatori collegherebbero il nuovo progetto con il "Piano Regolatore" di Barrea e, in parte, con quello di espansione del comune di Villetta Barrea. Insomma se non è l’attacco al “Parco”, poco ci manca. Questa volta, però, non si può additare il centro destra guidato da Silvio Berlusconi di voler mettere “le mani in pasta”. La vicenda riguarda un po’ tutte le forze politiche, invischiate in equilibrismi locali molto contraddittori conditi da sani personalismi, compresa la sinistra radicale, i duri e puri che, messe da parte le ideologie, in cerca di nuovi profeti hanno trovato nel nuovo presidente della "Comunita Montana" il loro liberatore, o meglio, colui che potrà donargli nuova considerazione.