Nella notte tra il 16 ed il 17 febbraio 2006, l’impianto di discarica denominato La Torre in Poggio Cono-Poggio S. Vittorino, è stato interessato da un complessivo movimento franoso della massa di rifiuti abbancata. Il collasso strutturale dell’impianto ha coinvolto l’intera massa dei rifiuti abbancata (mc. 450.000) ed il substrato geologico sottostante. La massa di rifiuti, mista a terra e percolato, è sprofondata sull’intero fronte dell’impianto, scavalcando l’argine di contenimento posto alla sua base e si è riversato nel laghetto sottostante invadendolo completamente, provocando la fuoriuscita di acqua e percolato verso il Fosso della Fece ed il Fosso Trentamano, affluenti del fiume Vomano, principale corso d’acqua della Provincia di Teramo. Il pericolo della contaminazione delle falde acquifere sottopose a sequestro giudiziale tutta l’area e la Magistratura sta ancora indagando sui fatti con tecnici di fiducia. Stante la gravità del danno ambientale determinatosi con l’evento franoso, peraltro, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2006, veniva dichiarato lo stato di emergenza e, con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° settembre 2006, il Prefetto di Teramo veniva nominato Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti necessari per il superamento della situazione di emergenza presso la Discarica La Torre. Questa la dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei Verdi alla Regione Abruzzo: "In relazione a tale stato di fatto e al possibile scenario evolutivo abbiamo presentato un’interrogazione ministeriale urgente a firma della Senatrice dei Verdi Loredana De Petris. La nostra Interrogazione, chiede ai Ministri competenti, quali sono stati gli interventi posti in essere dal Prefetto di Teramo in conseguenza delle segnalazioni scritte ricevute, in data 4 aprile 2005, in ordine al pericolo di crollo della discarica 'La Torre' nel Comune di Teramo; quali sono stati i criteri di scelta dei tecnici incaricati e se il Commissario Delegato - Prefetto di Teramo, al momento della nomina degli Ingegneri, fosse a conoscenza o meno della sottoposizione dei medesimi a procedimento penale per gravi violazioni ambientali inerenti sempre la non corretta gestione di impianti di discarica sempre nel territorio della Provincia di Teramo di propria competenza. Inoltre chiediamo quali sono stati gli interventi di messa in sicurezza ad oggi effettuati nella medesima discarica, a quanto ammontano i relativi costi e come gli stessi sono stati ripartiti anche con specifico riferimento al pagamento dei tecnici indagati ed incaricati".