Riunione del Consiglio comunale per il nuovo Regolamento che disciplina il commercio sulle aree pubbliche e modalità di fruizione. Alzano la mano in otto, un astenuto e tre contrari. Passa così il nuovo codice che disciplina la materia; 13 articoli per fare chiarezza e dirimere le annose questioni sulla omogeneità delle esposizioni merceologiche. Siamo in Italia: quindi gli amministratori albergatori, per meglio complicare le cose a chi non ha alberghi ma solo negozi, sfoderano il francesismo 'dehors'. Il termine significa 'al di fuori' ma, come anticipato, anche fuorviante, se non addirittura ingannevole, quando lo si lega 'des dehors trompeurs' che significa 'ingannare qualcuno'. La manovra di chiamare 'dehors' gli spazi antistanti gli esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande, potrebbe
rivelarsi un boomerang per chi ha intenzione di servire clienti francesi. Sfido qualsiasi barista o ristoratore a dire al turista francese 'si accomodi dehors', perchè alle orecchie dei cugini d'oltralpe potrebbe suonare come un 'ti metto fuori alla porta', cioè ti sto cacciando. Ma dopo aver visto un locale il cui nome tradotto dal francese vuol dire 'chiosco per bibite della stazione' (a pescasseroli non c'è treno e siamo fortunati ad avere quei pochi autobus di linea), era quasi fisiologico tirare fuori un'altro termine estraneo all'italiano. Ma si sa che i nostri amministratori albergatori, girano il mondo in lungo e in largo, proprio per carpire quei segreti e traslarli poi nel contesto pescasserolese, non sapendo, forse, che la cultura è frutto di una evoluzione sociologica e non di un 'copia e incolla' come fossimo in un programma di videoscrittura. Non possono mancare, chiaramente, le misure degli espositori fuori dai negozi che non rientrano nella categoria dei 'dehors' o 'fruttivendoli': qui scatta la zona franca. Sono 70 i centimetri quadrati permessi per ogni negozio (articoli da regalo, abbigliamento, prodotti tipici etc). Ecco spuntare le idee più balsane. Un commerciante mette fuori due scale di bamboo e ci appende, con le grucce, t-shirt e vestitini. Un marocchino, non avendo le scale di bamboo si accontenta di un pluviale che scende dal tetto e ad ogni appiglio incastra calzoncini, magliettine, felpette e, infine, tira fuori uno stendino di quelli utilizzati nei mercatini, quelli in metallo, dove i vestiti vengono appesi stretti stretti in maniera tale da farli fondere l'uno con l'altro. Lo stendino comunque è in regola perchè, come da nuovo regolamento, occupa una superficie di 70 centimetri quadrati. Ma ecco il solito furbo che ne tira fuori due e la cosa non sembra interessare l'argomentatore del nuovo codice commerciale. Poi la storia degli ombrelloni per i quali un intero articolo del disposto si occupa di loro. I 'dehors' devono essere allestiti utilizzando ombrelloni con la struttura portante in legno e se non possibile in altro materiale verniciato di un colore che imiti il legno. Qui scatta la risata. Provate a far disegnare a un bambino dell'asilo un albero, che notoriamente è di legno, secondo voi prende un colore blu, rosso, verde o marrone? Ecco: tutti immaginiamo che lo disegnerà marrone quasto caspita di albero. Perchè nel regolamento si è evitato di dire che se l'ombrellone è di metallo o di plastica deve essere di 'colore del legno' e non 'marrone'? Comunque i famosi parasole dovranno avere la copertura in soffa dalle tinte non troppo brillanti, e cioè beige, panna (?) e verde. La differenza cromatica tra panna e beige la potete accertare al Comune, dove si apprestano ad allestire un verificatore tintometrico che certificherà la rispondenza alla norma. Non si devono utilizzare comunque il rosso e l'azzurro e se vengono posizionati più ombrelloni devono essere dello stesso colore ammesso. Chi ne è sprovvisto acquista gli ombrelloni a norma, ma in pieno centro, dove l'argomentatore del nuovo regolamento passa ogni giorno, c'è un 'dehors' che ha quattro ombrelli bianchi, due rossi e due blu, oltre a non avere le paratie in legno a delimitazione dell'area. Si tratta di una sola eccezione, ma che confermerà la regola: quella della non applicabilità del regolamento. Se prima era caos, adesso è un 'pavillon de chasse', tanto per attenerci ai francesismi.