Siamo alla frutta, ormai, e anche così non fosse, purtroppo, l'indicatore non fa presagire nulla di buono per quanto attiene l'amministrazione del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Una volta definito il più antico, oggi verrebbe da dire il più vecchio, o meglio, il più in linea con la politica dell'indietreggiamento. Girovagando sul nuovo sito del Parco, fresco di lancio in rete avvenuto il primo gennaio scorso, si scopre che il motore di ricerca restituisce ad alcune parole chiave un elenco di alberghi ai quali, ad ognuno, corrisponde una "pagina ospitale". I primi nove risultati hanno una piccola foto al fianco della denominazione e abbiamo scoperto che per il servizio pagano da un minimo di 25 euro l'anno a qualche centinaio per "opzioni" aggiuntive. Approfondendo la questione, cioè ciccando su una delle voci che rimanda alla pagina ospitale, vengo rimandato dal sito del Pnalm a quello di Parks.it, proprietà di Federparchi, di cui Giuseppe Rossi, attuale presidente del Parco d'Abruzzo, è stato direttore fino al 2007. Non solo, il nuovo gestore tecnico del sito del Pnalm è lo stesso che opera per Parks.it. Nulla di più facile che prendere le pagine ospitali a pagamento dal sito di Parks.it e ripeterle su parcoabruzzo.it, in una sorta di "gemellaggio informatico" come lo ha definito proprio Giuseppe Rossi. Nulla osta, se non fosse che Parks.it percepisce del denaro per le "pagine ospitali" mentre non è chiaro, al momento, capire se il Parco d'Abruzzo percepisce una quota di queste entrate o semplicemente "amplifica" la pubblicità di Parks.it in maniera gratuita. A questo punto, però, non si potrebbe più parlare di "gemellaggio informatico" in quanto un soggetto trae profitto e l'altro no. Eppure in periodi di magra finanziaria, come quelli che il Pnalm è costretto a vivere da 2 anni a questa parte, farebbero davvero comodo delle percentuali. Magari si potrebbe pagare qualche straordinario in più alle guardie del Parco, oppure semplicemente mettere qualche litro in più di carburante alle autovetture o alle caldaie per far riscaldare gli impiegati dislocati in uffici diversi da quelli storici di viale Santa Lucia a Pescasseroli, ultra riscaldati per non far prendere raffreddori al presidente, al direttore, ai consiglieri e ai tecnici super impegnati. Ma non finisce qui. La comunicazione del Pnalm, in una sorta di "osmosi informatica", fluttua attraverso i servers, finendo in quelli di Parks.it, il tutto con risultato di "abbrutire" il grado comunicativo, a causa della mera ripetizione delle notizie. E proprio questo è il caso dell'avviso per la selezione dei tre componenti del Nucleo di valutazione interno al Pnalm, così come previsto dal D. Lgs. 30 luglio 1999, N. 286. La notizia viene pubblicata quasi in contemporanea su tutti e due i siti web, ma non viene divulgato nessun comunicato stampa dall'ufficio preposto (per altro ufficio stampa non in regola con la legge 150/200, così come affermato in precedenza dall'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo). Eppure potrebbero essere molti i giovani neolaureati interessati a ricoprire tale incarico, ma la "solerzia" dell'Ente Pnalm non gioca certo a loro favore. Intanto, dopo meticoloso lavoro di ricerca, possiamo dire agli eventuali interessati che il bando scadrà il 30 gennaio prossimo e che per avere informazioni a riguardo ci si deve rivolgere alla sede dell'Ente in Via Santa Lucia a Pescasseroli (bando al seguente link: www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=2192). Una cosa, però, preoccupa più di altre. Il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto, ha affermato: "Sono all'oscuro sia della compartecipazione informatica, tra Pnalm e Parks.it, che delle modalità per dare maggiore visibilità alla selezione dei componenti del Nucleo di valutazione". Se due (Direttore e Presidente), meno uno (Direttore), fa ancora uno (Presidente), l'artefice di tutto è il presidente Giuseppe Rossi. Una capriola all'indietro quella che sta compiendo il Parco, un ritorno delle ataviche maniere tanto contestate all'ex direttore Franco Tassi. Intanto, da indiscrezioni, è trapelato che il Responsabile del servizio sorveglianza del Pnalm ha fatto una disposizione stando alla quale gli addetti sotto la sua supervisione, devono astenersi dal dare notizie o commentare fatti interni all'Amministrazione. Con il futuro siamo a zero, con l'avvicinamento alle popolazioni locali a -1. Intanto qualcuno comincia a dire che le cose andavano meglio quando c'era il Commissario del Ministero dell'Ambiente, dott. Domenico Lupoi. Quindi, stando al pensiero della gente, tutte quelle poltrone da scaldare in Consiglio, Dirigenza e Presidenza, non servono proprio.