La strategia di comunicazione posta in essere dal Pnalm, dove le notizie compaiono sul sito dell'Ente e sono ripetute su un sito 'amico', comincia a mostrare tutte le falle dettate dall'assenza di un ufficio stampa a norma con la legge 150/2000.
Acquisizioni documentali della Guardia di Finanza per capire la vicenda dei locali annessi al Museo del Lupo a Civitella Alfedena, che sarebbero diventati di proprietà di un privato titolare del terreno se il caso non fosse arrivato all'attenzione di un giornalista tacciato in precedenza dai vertici del Pnalm di essere 'superficiale'. Intanto la superficialità del collega giornalista ha evitato che l'immobile costruito con i soldi pubblici finisse tra i beni di un privato. In merito nessun comunicato da parte del Pnalm e nessuna notizia dal sito 'amico'. Fortunatamente , dopo l'articolo del collega, l'Ente ha fatto marcia indietro, annullando il provvedimento con un atto di autotutela. Poi il caso di qualche giorno fa delle consulenze esterne, affidate a professionisti che hanno identiche competenze a quelle di dipendenti già pagati profumatamente dal Pnalm. Silenzio assordante anche in questo caso, sia da parte del Pnalm che da parte del sito 'amico'. Qualcuno inizia a pensare che il Pnalm voglia divulgare solo l'informazione che gli conviene, contravvenendo al principio democratico dell'informazione, ma soprattutto scambiando l'ufficio stampa con l'ufficio pubbliche relazioni che, ricordiamo, sono due istituti totalmente diversi. Se questa è evoluzione, speriamo si possa tornare 20 anni indietro.