Veltroni decide di correre da solo anche al Senato. Niente accordi tecnici quindi che consentirebbero al Pd di avere più tranquillità nell'affrontare la tornata elettorale. Forse qualcosa sta cambiando davvero nel centrosinistra, ma non a sinistra. Giordano e Diliberto, quando urlano alla necessità di coalizione, pur di evitare la salita al Palazzo di Silvio Berlusconi (attenzione, la persona e non Forza Italia), dimenticano che dietro a Silvio Berlusconi premier ci sono i voti di quasi la metà degli italiani.
Questo comportamento della sinistra radicale è profondamente antidemocratico, in quanto lede il diritto dell'elettorato di centrodestra che proprio in Berlusconi, evidentemente, vede il proprio leader. Basta con la politica fatta per combattere i singoli e le persone, questa è la strategia di Veltroni, anche se dietro potrebbe esserci una manovra tesa a ridimensionare le aspettative della sinistra la quale, in parallelo, dietro all'antiberlusconismo, potrebbe celare la speranza (una richiesta di aiuto) al fine di essere riconsiderata "alleata" del Pd. Se Veltroni riuscirà a mantenere nervi saldi e coerenza nelle decisioni, si aprirà un nuovo scenario politico in Italia, più confacente agli stessi banchi del parlamento europeo, dove acerrimi nemici del Belpaese finivano per sedere fianco al fianco sui banchi dei popolari europei. Male il centrodestra, invece, che dietro l'esigenza di andare alla tornata con massimo quattro partiti, vorrebbe creare, dopo la Cosa bianca e quella rossa, la "Cosa strana", dove inglobare tutti i centristi che difficilmente raggiungono il 2 o 3%. Insomma, la vera novità potrebbe essere proprio il Partito Democratico che, stando alle voci da bar, sarebbe in grado di rosicchiare qualche voto al centrodestra. Ma solo se deciderà di correre da solo a Camera e Senato.