I sogni della super Gisp, mutui milionari per gli impianti sciistici, piani regolatori e futuri lavori pubblici, con la caduta del Governo, agitano i sogni dei componenti del neo costituito Partito Democratico. Facce tese, e tutt'altro che predisposte al sorriso, quelle degli elettori del centro sinistra, mentre quelli del centro destra, come appare naturale, esultano, poi non si sa per cosa visto che tutti siamo in una barca che via via affonda, e sembra non esistere un comandante (premier) in grado di tenerla a galla, o coalizione che possa supportare scelte difficili e impopolari, come quelle di tentare accontentare le istanze di tutti. Certo che a Pescasseroli, come in altri comuni, le scelte e gli azzardi fatti sotto il governo Prodi peseranno non poco. Senza gli appoggi politici, tranne riconferma di una coalizione di centro sinistra, sarà difficile mantenere promesse fatte in un periodo politico 'favorevole'. E' il caso del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Un Presidente, Giuseppe Rossi, caldeggiato fino alla fine dal popolo della sinistra più radicale. Un nuovo direttore, in arrivo nei prossimi giorni, il cui mandato è stato protocollato dal Ministero dell'Ambiente il giorno prima della crisi di governo. Speriamo che per le collettività locali si possa dare continuità programmatica con un nuovo governo in linea con le scelte del precedente, altrimenti, come presagibile, sarà blocco totale dell'Ente Pnalm, o meglio, sarà ora di commissariare nuovamente. Ma lo scenario politico ed economico su scala nazionale è lo stesso. Imprenditori che si lamentano, dipendenti privati e pubblici che fanno altrettanto, pensionati che ormai mangiano alle mense dei poveri assieme agli sfortunati immigrati che, accolti in un paese incivile, sono poi lasciati allo sbando più totale. Allora, una riflessione è d'obbligo. Se nessuno è contento, e i politici cercano una riforma della legge elettorale che gli consenta una seduta più stabile sulla poltrona di Camera o Senato, si deve cambiare sistema di elezione o gli eleggendi? E' possibile che i parlamentari, tranne qualcuno che per spirito politicantista afferma di aver colto il segnale della crisi, non riescano a capire che ormai sono distanti anni luce dai problemi del Popolo italiano? Certo, per loro è difficile comprendere che a fine mese si può arrivare a mangiare 'pane e aria', in quanto lo stipendio è ben lontano da fargli presagire tali rischi, tutt'altro che extraterreni. Allora, o alle prossime elezioni il Popolo decide di non andare a votare (quorum sotto al 51%), con conseguente invalidazione della tornata, oppure si da' corso a manifestazioni popolari pacifiche che possano radunare i milioni di persone scontente. Strano che a nessun politico interessino le attestazioni Istat o Eurispes, che con i loro dati denunciano una grave situazione economica nel nostro Paese. Oppure, il politicante di turno (centro destra, centro sinistra, destra e sinistra e ambientalisti) li sfrutta per denunciare l'incapacità dell'attuale Governo, senza coglierne il significato grave e inequivocabile che segnala la grave recessione in atto. Bhè il governo Prodi è stato quello che è stato, così come quello Berlusconi. La senzazione, che pervade gli animi degli italiani, è che ormai nulla possa essere modificato, se non cambieranno i politici che hanno sempre parlato di seconda Repubblica, ma poi i primi ad essere restii a lasciare le consegne ai più giovani, sono stati proprio loro. Coloro i quali avevano promesso che non ci sarebbe più stata nessuna tangentopoli, invece si parla di attuale connivenza tra politica e imprenditoria, e gli atti delle magistrature parlano chiaro, semplicemente trasformata e ottimizzata con modi di fare più scientifici. Cosa cambierà con un nuovo governo? Nulla, almeno per i primi 2-3 anni, periodo fisiologico per riprendere in mano le redini dell'azienda Italia, o meglio dell'italietta peggiore dal '90 ad oggi.