PESCASSEROLI E LE TRADIZIONIAlcune manifestazioni della tradizione pescasserolese risultano oggi modificate, nella morfologia o nella percezione del loro significato, da finalità di carattere turistico. Un esempio è la festa del Corpus Domini che attualmente, con la pittoresca infiorata, richiama numerosi turisti. Dal 1991 viene realizzata un'infiorata con materiali predisposti molto tempo prima della ricorrenza festiva. Gruppi di volontari, coordinati dal parroco, provvedono alla raccolta dei fiori, delle foglie di mortella e della posa del caffè. Il parroco sceglie ogni anno i disegni che formeranno il tappeto ornamentale. Sulle vie e i vicoli del paese si lavora incessantemente tutta la notte e alle 9.00 del mattino tutto è pronto; le strade del paese sono affollate di turisti che fotografano e filmano sia l'infiorata che gli altarini.

L' ultima domenica di luglio si svolge la festa della Madonna di Monte Tranquillo. L'origine della venerazione della Madonna Nera di Pescasseroli può essere testimoniata fin dal 1283, quando Cristoforo d'Aquino, ebbe la concessione da Carlo d'Angiò di tenere una fiera l'8 settembre, giorno della festa dell'Incoronata. Nel piazzale della chiesa S.S. Apostoli Pietro e Paolo si riuniscono i fedeli, le autorità comunali, il gruppo alpini in congedo, il complesso bandistico e un folto gruppo di persone a cavallo. Tutti in opportuna tenuta da montagna. La processione si snoda lungo alcune vie del paese per poi proseguire verso il santuario di Monte Tranquillo. Poco oltre la metà del lungo cammino, dopo circa tre ore, il corteo sosta per riposare in un luogo chiamato il manto della madonna, cosiddetto perché, secondo la credenza popolare, vi sorge una roccia a forma di grosso mantello. La leggenda vuole che in quel punto la Vergine Maria, dopo un'estenuante cammino, si sia seduta per riposare lasciando sul masso l'impronta del suo manto celeste. Il corteo infine si ricompone per giungere sino al santuario.

La Madonna Incoronata si festeggia a Pescasseroli l'8 settembre, giorno della natività della Vergine Maria. Come in tutte le feste importanti, la novena è annunciata con un concerto di fuochi pirotecnici e il suono a distesa delle campane. Il Vescovo Brizi nel 1752, con una celebrazione solenne incoronò la Vergine presso alcune colline che sovrastano il paese da allora denominate Colli dell'oro. Anche il poeta-pastore Cesidio Gentile ricorda l'incoronazione della Vergine, nei canti secondo e decimo della sua Leggenda Marsicana. Il 29 e il 30 giugno a Pescasseroli si festeggiano i santi patroni Pietro e Paolo. Nove giorni prima della data ufficiale si avverte il clima festoso dal suono delle campane a distesa, dai fuochi pirotecnici, dalla novena recitata ogni sera in chiesa prima della messa e dall'esposizione delle statue di san Pietro e Paolo nell'abbazia a loro dedicata. Si trattava di una ricorrenza molto importante poiché coincideva con il ritorno dei pastori dal Tavoliere delle Puglie e rappresentava la prima occasione di festa dell'anno a cui aderivano anche gli uomini e quindi un momento di rincontro per tutta la famiglia. La festa del Natale è introdotta dalla novena cantata con solennità e grande partecipazione popolare nella chiesa parrocchiale prima della messa serale. Il giorno della vigilia il gruppo alpini di Pescasseroli, dal primo mattino, innalza un altissimo falò (la tomba) con circa cento quintali di legna, messa a disposizione dal Comune. La tomba, dalla caratteristica forma a cono, viene accesa la vigilia del Natale. Dopo la classica cena della vigilia, atteso rigorosamente nel corso della giornata con l'astinenza dalle carni, gran parte della popolazione assiste alla messa solenne della mezzanotte. Il 17 gennaio si svolge la festa dedicata a S.Antonio Abate. Quasi ovunque in Abruzzo, nel giorno dedicato al santo si benedice il bestiame davanti ai sagrati delle chiese e vengono accesi enormi fuochi in suo onore, che evidenziano il motivo calendariale della festa coincidente con il periodo invernale. Un'altra particolare tradizione, ricorrente nel periodo invernale, è la benedizione dei dolciumi il 3 febbraio, festa di San Biagio protettore dei mali della gola.

In questo giorno, infatti, gran parte della popolazione si riunisce nella chiesa parrocchiale per la comune benedizione della gola ma soprattutto per benedire zucchero, caramelle e dolciumi vari. Una volta si benedivano soltanto le zollette di zucchero, le caramelle alla menta e le radici di liquirizia che i pastori portavano dalla Puglia. Tutto veniva custodito gelosamente e consumato solo in caso di problemi alle vie respiratorie. La Chiesa parrocchiale, ricordata dalla bolla di Pasquale II del 1115 "ecclesia Sancti Pauli ad Pesculum Serulae" e dalla bolla di Clemente III del 1189, "ecclesiam Sancti Petri de Aprutio" in territorio marsicano, sorge su una preesistente cella monastica paolina assegnata, secondo le fonti, al convento benedettino di S. Angiolo in Bareggio. L'abbazia nel corso dei secoli ha subito molte modifiche; si hanno notizie di restauri nel 1546 , nel 1579 fino a quelli più recenti posteriori al 1920. Della forma originaria è rimasta l'impostazione romanica con influssi gotici, tipica in Abruzzo, evidente nel portale frammentario sul fianco destro e nella base del campanile. L'interno è a tre navate: la navata centrale è costituita da grandi campate limitate da archi a sesto acuto e si divide dalle laterali mediante pilastri a cui si addossano agili colonnine, di tema tipicamente cistercense; le navate laterali, coperte con volte a crociera, sono debolmente illuminate da monofore gotiche a vetri istoriati. Il transetto è coperto da una cupola ed è preceduto da due grandi statue dei santi titolari, della fine del 1700. Nell'abside si trova un grande crocifisso attorniato da un coro con un leggio in legno intagliato, di epoca barocca, al di sopra del quale è montato l'organo a canne. Nella sagrestia è conservata una croce astile in argento di scuola sulmonese del 1400. All'interno, nella navata sinistra si trova l'altare della Madonna Nera dell'Incoronata. La statua, in legno scuro, raffigurante la Vergine che regge il Bambino, è riccamente addobbata. Probabilmente arrivò a Pescasseroli dalla Puglia, a seguito della persecuzione ariana dei Goti; la statua lignea risalendo le vie della transumanza, trovò rifugio nella cappella del Castel Mancino.